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FINANZA PER LE IMPRESE: I BASKET BOND

In questo numero dedicato alla finanza e agli strumenti a disposizione delle imprese, abbiamo chiesto a Francesca Brunori, direttore dell’Area Credito e Finanza di Confindustria dal 2018, un approfondimento sugli strumenti e i canali di finanza alternativi a disposizione delle imprese. In particolare abbiamo parlato dei basket bond.

D: Il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese e lo sviluppo dei canali finanziari alternativi per le Pmi sono stati, negli ultimi anni, al centro del dibattito del sistema imprenditoriale e dei Giovani imprenditori in particolare. Cosa è cambiato e a che a che punto siamo?

R: A partire dalla crisi del 2008-2009, che ha messo in evidenza la necessità per le imprese di diversificare le fonti finanziarie, Confindustria ha lavorato insieme a tutti gli attori del nostro sistema economico per promuovere lo sviluppo dei canali finanziari alternativi (e aggiuntivi) a quello bancario per le Pmi. Un lavoro che si è concentrato su iniziative finalizzate a mettere a disposizione delle imprese nuovi strumenti, ad attivare un flusso stabile di risorse da investitori istituzionali e risparmiatori, a promuovere l’evoluzione della cultura finanziaria delle imprese. Queste iniziative hanno già dato risultati importanti, attivando flussi di finanziamento aggiuntivi per le Pmi e per le cosiddette small-mid cap e determinando un percorso di rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese, che hanno progressivamente aumentato patrimonializzazione e diversificazione delle fonti.

Ulteriori iniziative per favorire l’accesso delle imprese ai mercati dei capitali sono non solo possibili, ma soprattutto necessarie per consentire loro di finanziare gli investimenti necessari per affrontare la transizione digitale e quella sostenibile. Per esempio, serviranno semplificazioni regolamentari – soprattutto a livello europeo – così come nuovi interventi per favorire l’investimento di investitori istituzionali nella cosiddetta economia reale. Altro ancora poi si potrà fare per avvicinare le imprese allo strumento obbligazionario – spesso considerato dalle imprese come una sorta di “palestra” per prepararsi ad accedere ai mercati dei capitali – anche promuovendo i cosiddetti basket bond.

D: Cosa sono i basket bond e perché sono importanti per le Pmi? Quanto è sviluppato questo mercato nel nostro Paese?

R: I basket bond sono portafogli di obbligazioni emesse da una pluralità di imprese (Pmi e mid cap) – spesso accomunate da caratteristiche simili, per esempio l’appartenenza a un settore, una filiera o un’area geografica – e successivamente cartolarizzate attraverso una società veicolo (Spv) costituita ai sensi della legge sulle cartolarizzazioni (la Legge 130/1999), che sottoscrive le obbligazioni finanziandosi attraverso l’emissione di titoli asset backed (Abs); titoli che vengono sottoscritti da investitori professionali.
Attraverso questo strumento, Pmi e small-mid cap che da sole non potrebbero attrarre l’interesse di investitori professionali, che considerano solo emissioni sopra una certa soglia dimensionale, riescono a finanziarsi sul mercato dei capitali emettendo un bond. Emissione che ha diversi vantaggi. Consente di diversificare le fonti di finanziamento accedendo a finanza a medio-lungo termine; insegna a dialogare con gli investitori di mercato ed è un modo per accrescere la cultura finanziaria e managerializzare l’impresa; ha vantaggi fiscali e i bond non vengono segnalati in Centrale dei Rischi; migliora l’immagine aziendale con conseguenze positive in termini di opportunità commerciali e finanziarie.
Ovviamente resta uno strumento non per tutti e adatto a imprese con merito di credito e con una struttura e delle competenze che consentano di dialogare con gli investitori. Ma che questa strada sia percorribile lo dimostrano le diverse operazioni già realizzate in Italia partire dal 2017.
Le più rilevanti sono quelle su base regionale, promosse da Associazioni del sistema confindustriale (cito in particolare Campania, Puglia, Trentino e Veneto. Altre operazioni sono in corso in Emilia Romagna e Lazio).

D: Nel 2023 è stata attivata la garanzia del Fondo di Garanzia per le Pmi a copertura dei basket bond. Quanto incide la presenza di garanzia pubblica?

R: La garanzia è essenziale per favorire la diffusione dello strumento. Ha un impatto positivo sul profilo di rischio del Portafoglio, che potrà essere trasferito alle imprese emittenti in termini di minore tasso d’interesse, maggiori importi raccolti, maggiore durata. Nelle operazioni regionali, fondamentale è stata per esempio quella messa a disposizione con risorse regionali. La garanzia del Fondo si sta rivelando efficace e ha già attivato diverse iniziative. Una di queste è promossa da Confindustria. Una garanzia nazionale, che si affianca a quelle regionali, potrà consentire di realizzare operazioni di filiera e di supportare le imprese ubicate in territori dove non sono disponibili strumenti regionali. È uno strumento che sì può ancora migliorare. Per esempio, alzando la copertura di garanzia e rendendolo più flessibile e superando alcune limitazioni oggi esistenti legate alle regole europee sugli aiuti di Stato.

D: Una modifica importante della garanzia del Fondo è stata in effetti già introdotta con la Manovra di Bilancio per il 2024, che ha abbassato la soglia delle emissioni garantibili da due milioni di euro a 500mila euro. Che prospettive vede?

R: Una modifica che è merito soprattutto della visione dei Giovani imprenditori di Confindustria, che l’hanno proposta pubblicamente a Rapallo a giugno 2023. La riduzione della soglia è importante perché potrà consentire di avvicinare imprese più piccole allo strumento. Va però detto che le emissioni di bond sono operazioni che hanno elevati costi fissi di strutturazione. Al diminuire dell’importo dell’emissione aumenta quindi l’incidenza di tali costi, rendendo l’operazione meno attraente per le imprese.
Per questo, ricordo, i Giovani imprenditori hanno proposto che la riduzione della soglia minima di emissione fosse affiancata da un credito d’imposta per le spese di consulenza, in analogia con quanto fatto in passato per le spese legate alla quotazione delle Pmi. È importante che questo incentivo, che avrebbe impatto minimo sul bilancio pubblico, venga introdotto.

D: Ha citato, tra le iniziative attivate nel 2023, quella promossa da Confindustria e finalizzata a creare un basket bond di sistema. Di che si tratta e che tempi ci sono?

R: Si tratta di un’iniziativa di tutto il sistema confindustriale. È stata sollecitata dai Giovani Imprenditori insieme a Piccola Industria e RetImpresa. Si affianca ad altre operazioni sul territorio con l’obiettivo di accrescere l’offerta alle imprese associate.
L’obiettivo è quello di creare un portafoglio di obbligazioni di durata fino a otto anni, con preammortamento compreso tra i 12 e i 24 mesi e dedicate a finanziare progetti di investimento ed esigenze di liquidità collegate. L’operazione è stata ammessa alla garanzia del Fondo di Garanzia a dicembre scorso e già 3 operazioni sono state realizzate. Ma ci sarà tempo fino a giugno 2025 per comporre il portafoglio.