Nel dicembre 2025 il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno ha attraversato i confini nazionali per un’esperienza che è andata ben oltre il tradizionale viaggio studio. Destinazione Valencia, una città che negli ultimi anni si è affermata come uno dei casi europei più interessanti in tema di innovazione, sostenibilità e qualità della vita.
Un viaggio pensato non come semplice osservazione di buone pratiche, ma come occasione di analisi e confronto su una questione centrale per chi fa impresa oggi: come può un territorio trasformarsi in un ambiente capace di attrarre imprese, talenti e investimenti senza rinunciare alla coesione sociale e al benessere delle persone?
Un ecosistema costruito nel tempo
Valencia è il risultato di una strategia di sviluppo di lungo periodo. La città ha investito in infrastrutture innovative, hub tecnologici, spazi di coworking e, soprattutto, in una forte integrazione tra università, startup, imprese e pubblica amministrazione. Un modello che non nasce per caso, ma da una visione condivisa e coerente.
Durante il viaggio, il gruppo ha incontrato alcune delle realtà più rappresentative dell’ecosistema valenciano, toccando con mano come l’innovazione venga alimentata da strumenti complementari: dall’accelerazione d’impresa alla formazione manageriale, dall’accesso al capitale alla contaminazione tra mondi diversi. Esperienze come Plug and Play, Valenciaport, Startup Valencia e Marina de Empresas – con la scuola di business EDEM, l’acceleratore Lanzadera e Angel Capital – raccontano un sistema capace di accompagnare l’impresa lungo tutto il suo percorso di crescita.
Il ruolo delle istituzioni: creare le condizioni
Uno degli elementi più rilevanti emersi è il ruolo delle istituzioni locali. A Valencia il settore pubblico non si limita a regolamentare, ma agisce come vero abilitatore di processi, creando le condizioni affinché idee, competenze e imprese possano incontrarsi e svilupparsi insieme.
Accanto a questo approccio, è emersa con forza la dimensione umana dell’innovazione. In un contesto globale spesso dominato da ecosistemi iper-competitivi, Valencia sembra aver scelto una strada diversa: un’innovazione accessibile, diffusa e orientata al benessere collettivo. Un modello che non rinuncia all’ambizione internazionale, ma la declina attraverso inclusione sociale, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Innovare senza perdere l’equilibrio
A differenza di altri ecosistemi globali caratterizzati da una forte competizione interna, Valencia ha costruito un modello che tiene insieme crescita economica e benessere collettivo. L’innovazione non è fine a se stessa, ma uno strumento funzionale a migliorare la qualità della vita, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale.
Anche l’organizzazione urbana contribuisce a questo equilibrio: Valencia offre un contesto in cui innovazione, lavoro e vita quotidiana convivono in modo armonico. Dai luoghi simbolo come l’Albufera e la Ciudad de las Artes y las Ciencias emerge l’immagine di una città viva, in cui spazi pubblici, cultura e architettura rafforzano l’attrattività del territorio senza snaturarlo.
Innovazione come strumento, non come obiettivo
La riflessione finale condivisa dal gruppo ha riguardato il significato stesso di innovazione. Non una corsa alla tecnologia più avanzata, ma un processo da governare. Non un obiettivo in sé, ma uno strumento al servizio di una visione di sviluppo chiara e condivisa.
Valencia dimostra che è possibile innovare mantenendo il controllo sull’impatto economico e sociale delle scelte, assumendosi una responsabilità collettiva verso il futuro.
Una lezione per il nostro territorio
Per Belluno e per la Dolomiti Innovation Valley, il confronto con Valencia offre uno spunto chiaro: l’innovazione non può essere la semplice replica di modelli esterni, ma deve nascere dalle specificità del territorio.
Fare sistema, connettere attori diversi e mettere le persone al centro delle strategie di sviluppo sono le condizioni necessarie per costruire un ecosistema competitivo e sostenibile. La Dolomiti Innovation Valley può affermarsi come modello alternativo ai grandi poli urbani, in cui innovazione, impresa e qualità della vita crescono insieme.
Questo viaggio non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza. La sfida ora è tradurre le ispirazioni raccolte in progettualità concrete, capaci di parlare il linguaggio del territorio, guardare al contesto internazionale e generare valore duraturo per la comunità.