Dal boom economico al digitale: storia di una dinastia imprenditoriale valdostana capace di traghettare 75 anni di eccellenza e fiducia verso le nuove sfide della mobilità.
Dal 1950 a oggi, il Gruppo Sicav 2000 ha saputo scrivere una storia di crescita costante, passando da piccola concessionaria nel cuore della Valle d’Aosta a solido punto di riferimento interregionale con 19 sedi e oltre 10.000 auto vendute. Un percorso straordinario, celebrato di recente per gli ottant’anni di Confindustria Valle d’Aosta, che oggi si rinnova grazie al passaggio generazionale. Attraverso le parole di Pierre, Rossella e Matteo Noussan, scopriamo come la terza generazione stia unendo i valori tradizionali della famiglia all’intelligenza artificiale, alle nuove tecnologie ibride e alla sfida globale del mercato automobilistico.
In occasione dell’ottantesimo anniversario di Confindustria Valle d’Aosta, lo scorso ottobre, il Gruppo Sicav 2000 è stato premiato per i suoi 75 anni di attività. Com’è nata questa avventura imprenditoriale?
Pierre: Le origini dell’azienda risalgono al 1950, quando il fondatore Efisio Noussan, già attivo nella produzione di conserve alimentari con la ICAV, cioè le Industrie Conserve Alimentari Valle d’Aosta, decise di avviare una nuova avventura nel settore automobilistico. La svolta avvenne grazie all’incontro con l’Ingegner Luigi Fresia, fondatore dell’attuale Confindustria Valle d’Aosta, allora conosciuta come AVI: Associazione Valdostana Industriali. Da quell’incontro prese il via la nostra prima concessionaria Fiat che, aggiungendo una S all’acronimo originale, assunse la denominazione di SICAV: Società Industriale Commerciale Autoveicoli Valdostana. Erano gli anni del boom economico in cui oltre alle mitiche 500 si vendevano anche gli elettrodomestici: decine e decine di migliaia di valdostani in tutti questi anni hanno apprezzato la nostra presenza fedele puntuale a cominciare dall’assistenza, nostro punto strategico ancora oggi, che ha permesso al gruppo di crescere verticalmente per arrivare ad oggi a 19 sedi e oltre 10.000 auto vendute fra Valle d’Aosta, Piemonte e ora anche Lombardia.
Quando siete entrati in azienda tu e tuo fratello? Quali sono stati i vostri primi passi all’interno dell’impresa?
Rossella: Io e mio fratello siamo entrati in azienda a tre anni di distanza: io nel 2017 e lui nel 2020. Abbiamo fatto una scelta precisa, condivisa da tutti fin dall’inizio, ovvero iniziare dalle basi. Entrambi abbiamo iniziato dall’operatività quotidiana, perché crediamo che per dirigere un’azienda sia fondamentale conoscerne prima ogni dinamica interna. Ci siamo occupati della vendita e del rapporto quotidiano con i clienti ed è stato fondamentale iniziare proprio da qui, perché solo ascoltando chi entra in concessionaria capisci davvero cosa si aspettano i clienti oggi. Continuiamo ad occuparci anche di vendita, per essere sempre al passo con ciò che avviene nei nostri saloni, fisici e online. Crescere un passo alla volta, cosa che stiamo continuando a fare, ci ha permesso di conoscere ogni angolo dell’azienda. La cosa più bella? Nonostante la responsabilità di essere la terza generazione, abbiamo trovato un ambiente che ci ha dato fiducia fin da subito. Ci è stata data la formazione necessaria, certo, ma abbiamo avuto anche la libertà di mettere del nostro, portando nuove idee e un tocco di freschezza che in un settore che cambia così velocemente è vitale.
Negli ultimi anni, anche grazie alla spinta della digitalizzazione, Sicav ha profondamente rinnovato il proprio approccio alla comunicazione. Quali effetti ha avuto questo cambiamento?
Matteo: Il passaggio a una strategia di comunicazione focalizzata sull’online ha trasformato radicalmente il nostro modo di interagire con il mercato, portando a risultati tangibili in termini di efficienza operativa e capacità di penetrazione. Grazie al “Targeting e Personalizzazione dell’Offerta”, Il digitale ci permette di veicolare offerte estremamente specifiche a target mirati. In questo modo, la comunicazione online non sostituisce il salone, ma lo alimenta in modo più qualificato. Strumenti come il sito web vengono aggiornati in tempo reale con le nuove model page e lo stock disponibile (abbiamo oltre 1.000 auto tra nuovo, usato e Km0), fungendo da principale punto di contatto iniziale per il cliente. Grazie ai nuovi strumenti di AI abbiamo digitalizzato anche la fase di gestione della relazione. L’utilizzo di strumenti per le risposte automatiche e l’integrazione di sistemi di assistenza digitale ci permette di gestire tempestivamente le richieste, indirizzando correttamente l’utente verso la sede di competenza (tra Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta) e garantendo che venga ricontattato da un consulente entro tempi brevissimi.
Nel passaggio generazionale, uno degli aspetti più delicati è garantire continuità all’azienda, favorendo al tempo stesso l’integrazione tra la generazione uscente e quella entrante. Quali sono state le principali difficoltà che avete affrontato e come siete riusciti a superarle?
Pierre: Non ci sono state difficoltà particolari ma semplicemente momenti più delicati in cui la figura paterna non poteva confondersi con quella imprenditoriale ma con l’ascolto e il lasciar fare e quindi anche lo sbaglio diventa insegnamento, l’esempio silente e il fare quotidiano sono la direttrice ma vanno coniugati con la delega e assunzioni di responsabilità crescenti nei loro confronti. Poi c’è il momento del confronto, meglio se richiesto, ma sempre diretto e sincero e mai con toni accesi o di rimprovero: tutto facile se c’è il rispetto da entrambe le parti.
Il vostro passaggio generazionale si inserisce anche in un momento di forte trasformazione tecnologica e culturale nel settore automotive. Avete recentemente visitato uno dei vostri principali fornitori in Cina: quali scenari intravedete per il futuro dell’automotive?
Rossella: Vedere da vicino la realtà cinese è stato un bagno di realtà: corrono velocissimi, ma la vera lezione è la loro capacità di integrare tecnologie diverse. Quello che abbiamo riportato a casa è la consapevolezza che il futuro non è solo una corsa all’elettrico puro, ma un’evoluzione verso motori ibridi di nuova generazione estremamente performanti, capaci di unire efficienza, tecnologia e piacere di guida senza compromessi. Per noi, questo significa evolvere: non siamo più semplici venditori, ma consulenti che aiutano il cliente a scegliere la tecnologia più adatta, che sia un ibrido ad alte prestazioni o un elettrico evoluto, con la garanzia di mettere su strada auto sempre più intelligenti e, soprattutto, sicure. La competizione tra Europa e Cina non è più una minaccia lontana, è la realtà. Da una parte abbiamo i costruttori cinesi che hanno un vantaggio competitivo enorme sulla catena di fornitura delle batterie e una velocità di esecuzione software impressionante. Dall’altra, noi europei abbiamo una storia, una capacità ingegneristica meccanica e degli standard di sicurezza che restano il punto di riferimento mondiale. La nostra missione è quella di fare da ponte: dobbiamo saper scegliere il meglio dell’innovazione globale, selezionando i migliori brand che arrivano dall’oriente, ma senza mai tradire la qualità e la fiducia che, come gruppo, garantiamo da ormai 75 anni.
Sta emergendo una differenza nel modo in cui le diverse generazioni di clienti e automobilisti stanno vivendo questa transizione tecnologica? Quali dinamiche osservate?
La differenza tra generazioni è netta: per i più giovani l’auto è ormai un dispositivo connesso e la transizione elettrica è la normalità, mentre per i clienti più maturi rappresenta un cambiamento complesso che genera incertezza e nostalgia per la meccanica tradizionale. In mezzo troviamo la fascia intermedia, che approccia l’innovazione in modo pragmatico e puramente economico, valutando costi e benefici reali. La dinamica che osservo è quindi uno spostamento del nostro ruolo: non siamo più solo venditori di metallo, ma mediatori culturali. Per garantire la crescita dell’azienda, dobbiamo essere rapidi e digitali con i nativi informatici, ma restare consulenti pazienti e trasparenti con chi teme di essere superato dalla tecnologia. Il successo della nostra concessionaria dipenderà dalla capacità di tradurre l’innovazione in una soluzione pratica e rassicurante per ogni fascia d’età, senza mai perdere quell’integrità che ci rende credibili.
Quando si parla di continuità aziendale, non ci si riferisce solo al passaggio generazionale tra imprenditori, ma anche a quello che coinvolge collaboratori e dipendenti. Come state affrontando questa fase evolutiva in Sicav 2000?
Rossella: Per noi la continuità non è solo una questione di cognome, ma di trasmissione di valori tra le persone. Oggi nel Gruppo Sicav 2000 contiamo circa 220 dipendenti: la nostra vera sfida è far sì che l’entusiasmo di noi giovani si sposi con l’esperienza dei collaboratori senior, creando un ponte tra le diverse generazioni. Il settore è cambiato profondamente e con esso le professionalità che cerchiamo. Oggi l’auto è un concentrato di software e l’AI è già parte della nostra quotidianità: la usiamo per ottimizzare i processi e per una sempre maggiore personalizzazione delle offerte. Per questo cerchiamo figure nuove, spesso difficili da reperire: tecnici meccatronici e consulenti capaci di gestire la customer journey digitale senza perdere l’empatia. All’interno del nostro gruppo non ci limitiamo a cercare talenti, li coltiviamo: creiamo un ambiente dove i giovani imparano il mestiere dai veterani, portando in cambio la loro naturale dimestichezza con il digitale.