In un mondo dominato da distrazioni e iperconnessione, riscoprire la presenza diventa una componente fondamentale. Coltivare l’attenzione consapevole è oggi un atto rivoluzionario per vivere con più armonia, lucidità e intenzione.
Tutte le mie ricerche, letture ed esperimenti sul tema della crescita personale, sul funzionamento ed evoluzione del cervello umano o sulle pratiche spirituali nelle diverse culture sembrano arrivare ad una medesima e condivisa conclusione: la porta per l’armonia e la virtù è da trovare nel concetto chiave di presenza.
Presenza intesa come uno stato in cui si è pienamente presenti nel momento attuale, con consapevolezza, totale attenzione e senza giudizio. Uno stato mentale (ma anche fisico) in cui non esistono più i ricordi e i sensi di colpa del passato, né le paure e aspettative per il futuro. Si è profondamente immersi nell’esperienza del presente, senza alcuna distrazione o automatismo.
È evidente come la nostra capacità di essere in uno stato di piena presenza si stia gradualmente sgretolando. Il mondo dell’iperconnessione e dell’iperstimolazione costringe il nostro cervello ad un continuo lavoro di multitasking che genera stress, distrugge l’attenzione, crea dispersione mentale e disconnessione interiore. Diamo il consenso affinché decine di inutili notifiche al giorno interrompano il nostro presente; non siamo più capaci di ascoltare qualcuno senza pensare ad altro, e non riusciamo più a passare del tempo con gli altri senza avvertire ben presto la necessità di rifugiarci dentro un dispositivo virtuale.
In questo scenario sempre più distopico, anche la presenza diventa una competenza da coltivare, con l’obiettivo di vivere pienamente e ritrovare la capacità di scegliere consapevolmente cosa nutrire con la nostra attenzione.
Ci sono diverse tecniche per allenare la mente alla concentrazione e coltivare la presenza mentale. Praticare queste tecniche – come per la respirazione consapevole, di cui abbiamo trattato nel numero precedente – deve gradualmente diventare un’abitudine. L’attenzione si rafforza come un muscolo: più la si esercita, più diventa resistente e flessibile.
È anzitutto necessario imparare a limitare intenzionalmente le distrazioni tecnologiche, ad esempio eliminando o silenziando tutte le notifiche non indispensabili e imponendosi degli ampi spazi liberi da dispositivi. È importante anche mantenere sempre in ordine l’ambiente in cui viviamo o lavoriamo, perché la correlazione tra ordine mentale e ordine dello spazio fisico è molto intensa: ciò che ci circonda riflette e condiziona il nostro stato interiore. Il disordine crea disorganizzazione mentale, senso di sopraffazione e perdita di focus.
È infine fondamentale introdurre nella nostra quotidianità la mindfulness, che è proprio la pratica di prestare attenzione intenzionalmente al momento presente con piena consapevolezza. Un modo illuminante per entrare nell’argomento è la lettura del libro considerato il testo fondativo della mindfulness in occidente: “Vivere momento per momento” scritto da Jon Kabat-Zinn. Il libro offre sia una base teorica solida che una guida pratica per integrare la mindfulness nella vita quotidiana.
Se proprio dobbiamo vivere nella “società della performance” almeno imponiamoci degli obiettivi il cui raggiungimento sia davvero in grado di cambiare in meglio il nostro vivere questo tempo.