La nuova rotta della competitività passa da AI e Cybersecurity per trasformare il fabbisogno tecnologico delle imprese in una roadmap di investimento concreta.
Il Piemonte industriale sta cambiando pelle. In una fase storica segnata da instabilità geopolitiche, tensioni sulle filiere globali, accelerazione tecnologica e crescente competizione internazionale, il tema dell’innovazione non può più essere considerato un elemento accessorio della strategia aziendale. Oggi rappresenta la condizione necessaria per garantire competitività, capacità di crescita e resilienza al sistema produttivo. È questo il messaggio emerso con forza durante “Piemonte Digitale, la nuova rotta”, l’iniziativa promossa dal Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d’Aosta insieme a Deloitte e Intesa Sanpaolo Innovation Center, che ha riunito imprese, istituzioni e attori dell’ecosistema dell’innovazione per delineare una traiettoria concreta per il futuro industriale del territorio.
Dal Piano Industria 4.0 a una nuova visione strategica
A quasi dieci anni dal lancio del Piano Industria 4.0, il Digital Innovation Hub Piemonte e Valle d’Aosta evolve il proprio ruolo: da facilitatore della trasformazione digitale a vera e propria piattaforma strategica di connessione tra imprese, competenze, tecnologie e finanza. Un cambio di paradigma che nasce dalla consapevolezza che la digitalizzazione non si esaurisce nell’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, ma richiede un’evoluzione culturale, organizzativa e manageriale delle aziende. Secondo quanto illustrato dalla presidente Barbara Graffino, il nuovo approccio del DIHP punta a costruire percorsi di trasformazione strutturati, capaci di accompagnare le imprese dalla fase di analisi iniziale fino alla concreta implementazione delle soluzioni tecnologiche. Non più interventi isolati, dunque, ma un processo continuativo che integra assessment, formazione, networking e accesso all’innovazione.
Il Digital Readiness Assessment come bussola della trasformazione
Il cuore del modello è rappresentato dal Digital Readiness Assessment, uno strumento che consente di fotografare lo stato reale dell’azienda attraverso un’analisi approfondita dei processi produttivi, dell’organizzazione, dei flussi informativi, della maturità digitale e della postura cyber. L’obiettivo non è semplicemente individuare tecnologie da adottare, ma comprendere dove l’impresa possa generare maggiore valore competitivo attraverso il digitale. Il risultato è una roadmap operativa che aiuta l’imprenditore a definire priorità di investimento, tempistiche e obiettivi di medio-lungo periodo. Il risultato è una roadmap operativa che aiuta l’imprenditore a definire priorità di investimento, tempistiche e obiettivi di medio-lungo periodo. Un approccio pragmatico che mira a trasformare l’innovazione in un fattore concreto di crescita e non in un semplice esercizio teorico.
Le fragilità del sistema produttivo
L’esperienza maturata dal DIHP in questi anni restituisce una fotografia estremamente significativa del tessuto produttivo piemontese. Dal 2017 sono state analizzate centinaia di imprese manifatturiere e PMI del territorio, evidenziando luci e ombre della transizione digitale. Se da un lato cresce la consapevolezza dell’importanza dell’innovazione, dall’altro emergono ancora ritardi strutturali su temi ormai centrali per la competitività internazionale. Tra le criticità più rilevanti spicca la cybersecurity. Le analisi condotte mostrano come circa il 70% delle aziende presenti livelli insufficienti di protezione informatica, un dato che assume particolare gravità in un contesto in cui gli attacchi cyber verso le imprese manifatturiere europee sono in costante aumento. Parallelamente, oltre la metà delle aziende non dispone ancora di sistemi CRM evoluti o di strumenti adeguati per la gestione e valorizzazione dei dati aziendali, limitando così la possibilità di sviluppare processi decisionali realmente data-driven.
Intelligenza Artificiale e Cybersecurity: la nuova sfida competitiva
È proprio sul tema dei dati che si gioca oggi una delle partite decisive per il futuro industriale del Piemonte. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale Generativa ha accelerato la consapevolezza che il vero asset strategico non è soltanto l’algoritmo, ma la qualità dell’infrastruttura informativa aziendale. Senza dati organizzati, interoperabili e affidabili, nessuna implementazione AI può produrre risultati concreti. Per questo il DIHP sta sviluppando percorsi dedicati alla cosiddetta “Data Readiness”, ovvero alla verifica della capacità delle aziende di integrare efficacemente strumenti di Machine Learning e Intelligenza Artificiale nei propri processi produttivi, logistici e decisionali. Un passaggio fondamentale soprattutto per le PMI, che rischiano altrimenti di subire la rivoluzione tecnologica invece di governarla. Accanto all’AI, il tema della cyber resilience è diventato prioritario anche alla luce dell’evoluzione normativa europea. La direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act stanno ridefinendo standard e responsabilità in materia di sicurezza digitale, imponendo alle imprese nuovi livelli di compliance e governance. In questo scenario il ruolo di accompagnamento svolto dal DIHP diventa cruciale per aiutare le aziende a distinguere gli interventi immediatamente necessari dai progetti strategici di lungo periodo, costruendo percorsi sostenibili dal punto di vista economico e organizzativo.
La forza dell’ecosistema piemontese e il capitale umano
Ma la vera forza del modello piemontese risiede probabilmente nella costruzione di un ecosistema integrato dell’innovazione. La nuova rotta delineata dal DIHP si fonda infatti sulla collaborazione stabile tra imprese, centri di competenza, università, partner tecnologici e istituzioni finanziarie. Un approccio che supera la frammentazione spesso tipica dell’innovazione italiana e mira a creare un’infrastruttura territoriale capace di trattenere competenze, attrarre investimenti e accelerare il trasferimento tecnologico. In questa direzione si inseriscono le collaborazioni con realtà strategiche come CIM4.0, centro di competenza nazionale dedicato all’Industria 4.0, la Fondazione Piemonte Innova e i nuovi poli europei di innovazione digitale legati al network EDIH promosso dalla Commissione Europea. L’obiettivo è creare connessioni operative tra il mondo produttivo e quello della ricerca applicata, facilitando l’accesso delle imprese a competenze avanzate, servizi di test before invest, percorsi di formazione specialistica e opportunità di finanziamento europeo. In questo senso il Piemonte punta a rafforzare il proprio posizionamento come hub manifatturiero ad alta intensità tecnologica, capace di coniugare tradizione industriale e innovazione avanzata. La trasformazione digitale, però, non riguarda esclusivamente la tecnologia. Coinvolge il capitale umano, i modelli organizzativi e la cultura d’impresa. Le aziende che riusciranno realmente a integrare automazione, Intelligenza Artificiale e cultura del dato non saranno soltanto più efficienti. Saranno più rapide nelle decisioni, più resilienti nelle crisi, più attrattive per i talenti e maggiormente capaci di competere sui mercati internazionali. In questo scenario il digitale smette definitivamente di essere una funzione tecnica confinata all’IT aziendale e diventa infrastruttura strategica della crescita. È la piattaforma su cui costruire nuovi modelli di business, maggiore produttività e sostenibilità economica.
Una sfida decisiva per il futuro del Piemonte
Per il Piemonte industriale la sfida è chiara: trasformare la transizione digitale in una leva di sviluppo strutturale, evitando che competenze, startup e capacità innovative migrino verso altri ecosistemi europei più dinamici. La partita che si apre oggi non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma la capacità del territorio di costruire una visione industriale condivisa per il prossimo decennio. Perché il futuro della competitività manifatturiera si giocherà sempre meno sul costo del lavoro e sempre più sulla capacità di trasformare dati, competenze e innovazione in valore industriale.