C’è un momento, spesso impercettibile ma potentissimo, in cui succede qualcosa. Gli occhi si illuminano, la voce cambia ritmo. È il momento in cui un’idea diventa visione. Talentis – GI StartUp Program è proprio questo: un luogo dove il “click” accade davvero. Dove l’innovazione smette di essere una parola da convegno e torna a essere una scintilla che attraversa le persone. Non è solo una palestra: è un luogo dove si rompono gli schemi, dove il coraggio è sostanza. In Talentis, l’età non conta, il curriculum non pesa. Conta solo quella luce negli occhi: la voglia di cambiare. Di cambiare sé stessi. Di lasciare un’impronta.
Gianluca Costanzo, vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha fatto di Talentis un progetto identitario. La sua visione è chiara: farne, entro il 2028, una piattaforma innovativa e diffusa, capace di vivere con declinazioni diverse in tutte le territoriali italiane.
Talentis si presenta come una vera palestra per la mente imprenditoriale: cosa allena davvero, secondo te? La visione, il coraggio, o la capacità di rompere gli schemi?
La verità è che più che essere una palestra, Talentis è un programma dove le start-up sono giovani, spesso imprese neocostituite, ma sono già molto allenate, skillate, determinate. Più che allenare, Talentis mette in mostra: è una vetrina. Fa vedere i muscoli in tutte le loro forme, fa comprendere quanto si può ancora innovare e quanto sia radicato il grado di innovazione nei territori, da nord a sud, da est a ovest.
In un ecosistema sempre più fluido, non è l’età a fare l’innovazione ma la mentalità. Cos’hanno in comune, secondo te, le persone che riescono a rimettersi in gioco davvero?
È questione di mindset. Per fare impresa e innovazione serve quello giusto.
Non è l’età a contare, ma la mentalità. È questa che permette di costruire impresa, creare innovazione e restare competitivi sui mercati, oggi più che mai.
Chi ha il giusto mindset coglie le opportunità, trasforma le idee in azioni concrete e genera valore in modo autentico. E questo vale a ogni età.
Chi ha già vissuto l’impresa sulla propria pelle può innovare meglio? L’esperienza è un vantaggio o un ostacolo quando si parla di cambiamento profondo?
L’esperienza non può e non deve mai essere vista come un ostacolo o un freno. Ce ne rendiamo conto sempre di più grazie alle idee che arrivano e ai talenti che transitano attraverso il programma Talentis. Si tratta spesso di giovani – o “diversamente giovani” – con un profilo professionale elevato, frutto di esperienze maturate in contesti imprenditoriali o professionali specializzati. Sono persone che si sono trovate di fronte a un problema concreto, ci hanno “picchiato la testa” con determinazione e sono riuscite ad affrontarlo e risolverlo in modo iper-innovativo, spesso attraverso la creazione di un prodotto ad altissimo tasso tecnologico. In questi casi, l’esperienza è una risorsa fondamentale: consente una conoscenza profonda e uno studio accurato del prodotto, che va oltre la semplice intuizione o un sogno ancora acerbo, trasformandosi in qualcosa di concreto e credibile.
In Talentis si mescolano generazioni, storie e approcci diversi. Quanto conta questo scambio eterogeneo per far nascere idee che non siano solo nuove, ma anche necessarie?
Si mescolano generazioni, ed è un tema fondamentale. Ce ne rendiamo conto in due modi. Il primo è nel confronto che avviene durante Talentis, soprattutto nei momenti di elevator pitch, che favoriscono il dialogo non solo tra giovani imprenditori e startup, ma anche con i nostri partner, sempre più numerosi. Talentis sta diventando un progetto di riferimento per l’innovazione, riconosciuto a livello nazionale. Inoltre, i team delle imprese e delle startup sono sempre più eterogenei, non solo per competenze professionali, ma anche per età. Questo arricchisce il lavoro e i risultati. Ci sono punti di vista differenti, ed è proprio da questa diversità che nasce la vera innovazione. Un’innovazione che non ha età, né genere, né colore, né un’unica area geografica o un unico settore di riferimento.
C’è stato un momento, una storia o uno sguardo in cui hai colto quel click mentale? Quella trasformazione invisibile che segna un prima e un dopo nel modo di pensare?
Più che un momento, Talentis è un percorso fatto di tappe. Ce ne accorgiamo sempre di più: basta osservare con attenzione i giovani – e i diversamente giovani – che raccontano la propria idea d’impresa in pochi minuti. Hanno gli occhi che sorridono. Spesso si capisce che la loro vita è cambiata con un click. Te lo raccontano, si emozionano, e quegli occhi lucidi parlano di un’idea diventata senso di vita. Durante il percorso si mettono a nudo: davanti ad altri imprenditori, ai partner, al mercato. A volte per presentarsi, a volte per cercare un socio, risorse o un venture che creda in loro. Quel click lo vediamo tutti: è visibile. Il DNA dei giovani imprenditori è innovare e pensare positivo. È un diritto, ma anche un dovere verso chi verrà dopo. Stiamo scrivendo oggi i prossimi 20-30 anni, con progetti di innovazione di ogni tipo. Per farlo serve una libertà mentale e professionale straordinaria. Talentis lo dimostra.
In un’Italia dove innovare è spesso un atto di resistenza, può Talentis diventare non solo un trampolino, ma uno spazio di libertà mentale e professionale?
Talentis è la dimostrazione della volontà di questa squadra di presidenza.
Non è solo un progetto nato da una delega, ma qualcosa in cui crediamo davvero.
Non è di un singolo vicepresidente. È dei giovani imprenditori. Ed è proprio in questo che può diventare uno spazio di libertà: condiviso, aperto, capace di far emergere visioni diverse.
L’obiettivo è chiaro: da qui al 2028 vogliamo che Talentis diventi parte integrante, con declinazioni diverse, di tutte le territoriali d’Italia. Ci stiamo impegnando tanto. Ed è questa la vera rivoluzione dei giovani imprenditori: un nuovo modello di innovazione, anche a livello associativo.
Ecco il segreto di Talentis: non è un programma, è un movimento. Un’energia che nasce da una verità semplice ma potente: l’innovazione non ha età, confini né geografie. Come ha detto Gianluca Costanzo: Talentis non appartiene a chi lo coordina, ma ai giovani imprenditori. E in questa frase c’è tutto. In un’Italia che spesso resiste al cambiamento, Talentis sceglie la fiducia: nella storia, nell’altro, nel futuro. Se l’innovazione è una rivoluzione silenziosa, Talentis è il suo megafono. Non urla: sussurra, connette, ispira. E quel click, negli occhi di chi ci crede, continua a risuonare. Fino al cuore.