D: Chiesi Farmaceutici è una realtà internazionale, ma con radici profonde a Parma. Quanto conta l’appartenenza al territorio nel vostro approccio all’innovazione e alla sostenibilità?
R: Il nostro Dna affonda le radici a Parma, dove, esattamente 90 anni fa, nel 1935, Giacomo Chiesi fondò un’impresa oggi globale, ma sempre legata al territorio. Qui sorgono il nostro primo sito industriale in via Palermo, oggetto di un’importante rigenerazione urbana entro il 2028, il più grande dei nostri sette centri di ricerca, uno dei tre stabilimenti produttivi e il nostro headquarter. L’ultima grande realizzazione è il Biotech Center of Excellence: un investimento da 380 milioni di euro per un polo strategico europeo, simbolo di innovazione, sostenibilità e cura, i nostri principi guida. Crediamo in un futuro in cui pazienti, pianeta, persone e prosperità siano connessi, seguendo il modello One Health e gli Sdg dell’Agenda 2030 Onu. Il nostro impegno nasce a Parma, ma guarda al mondo.
D: Ci sono progetti di ricerca o iniziative che avete sviluppato in collaborazione con il tessuto accademico e industriale locale?
R: L’innovazione nasce dal dialogo con il territorio. Da anni collaboriamo con le università della Regione per sviluppare progetti di ricerca, avviare startup e promuovere la formazione. Molti dei nostri talenti provengono dagli atenei di Parma, Modena e Reggio Emilia e Bologna, rafforzando un legame virtuoso tra impresa e accademia. Sosteniamo la riqualificazione dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, valorizzandolo come luogo di cultura, e siamo soci fondatori di iniziative strategiche come il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma, impegnato nella riforestazione del territorio, e “Parma, io ci sto!”, un’alleanza tra imprese e istituzioni per rendere la nostra città più vivibile e attrattiva, con riflessi positivi indiretti anche sul business aziendale. Cresciamo nel mondo, ma sempre con radici salde a Parma.
D: In che modo il vostro impegno nella sostenibilità si traduce in un beneficio anche per il territorio?
R: Il nostro impegno per la sostenibilità si concretizza in azioni che promuovono la tutela ambientale, le attività culturali, l’empowerment delle nuove generazioni e l’inclusione sociale. Un esempio tangibile di questo impegno è il lavoro che stiamo portando avanti nel quartiere San Leonardo di Parma, che è la nostra casa da settant’anni. Oltre a supportare la riqualificazione del Parco dei Vecchi Mulini, in collaborazione con il Comune di Parma, con l’obiettivo di restituire alla comunità un’area urbana oggi a rischio degrado, abbiamo avviato un progetto di riqualificazione urbana che parte dalla nostra storica sede in via Palermo. Gli edifici che per decenni hanno ospitato la nostra sede centrale saranno trasformati in “Chiesi Gardens”: un polo di innovazione, uno spazio all’insegna del wellbeing dei nostri collaboratori e un hub per la comunità locale. Il progetto prevede la rigenerazione degli edifici esistenti, con l’introduzione di spazi moderni e funzionali. Questo intervento si fonda sul principio della circolarità, che si esprime in iniziative concrete: abbiamo donato arredi per ufficio, in ottimo stato ma altrimenti destinati alla distruzione, a scuole, associazioni del terzo settore e singole persone. Inoltre, stiamo lavorando per recuperare i materiali di costruzione derivanti dalle demolizioni, riducendo al minimo lo spreco e l’impronta carbonica del sito. “Chiesi Gardens” è pensato come esempio di architettura sostenibile, un punto di riferimento in termini di innovazione e responsabilità ambientale per tutta la città.
D: L’industria farmaceutica è sempre più orientata a un approccio globale. Quali sono le principali sfide e opportunità che Chiesi Farmaceutici vede nei mercati internazionali?
R: L’industria farmaceutica è un settore strategico per l’Italia, con oltre il 90% della produzione, che supera i 50 miliardi di euro annui, destinato all’esportazione. Chiesi è pienamente inserita in questo contesto, con una strategia orientata all’innovazione e alla cura dei pazienti. Il nostro impegno in ricerca e sviluppo ci ha permesso di diventare leader in Italia per brevetti (con un portfolio di oltre 6.200 brevetti registrati a livello globale) e per investimenti (oltre 720 milioni di euro investiti in R&D nel 2023), mirando a soluzioni terapeutiche avanzate per affrontare le sfide sanitarie globali. La crescente competitività dei mercati internazionali ci spinge a adottare innovazioni come l’intelligenza artificiale, che impieghiamo sia nella ricerca – come nel caso dello sviluppo di un digital twin del polmone per simulare gli effetti terapeutici degli inalatori per il trattamento di asma e Bpco, progettato in collaborazione con il supercomputer Leonardo di Bologna – sia nei processi aziendali. Al contempo, siamo impegnati nell’attrazione di talenti per rendere Chiesi un punto di riferimento internazionale, rimanendo sempre orgogliosi delle nostre radici parmensi e italiane.