Quale impresa

Il “LinkedIn del calcio”? Rendere più accessibile un settore fondato su relazioni e fiducia

Nel calcio giovanile e dilettantistico il talento è diffuso, ma l’accesso alle opportunità resta fortemente concentrato. Al di fuori dei grandi club e dei circuiti più strutturati, migliaia di giocatori, allenatori e professionisti operano in un sistema che continua a basarsi su dinamiche informali: passaparola, conoscenze personali, prossimità territoriale. Un modello che per anni ha rappresentato la normalità, ma che oggi mostra tutti i suoi limiti, soprattutto in un contesto sempre più digitale e interconnesso. È in questo spazio — tra valore reale e scarsa visibilità — che si inserisce FootConnect, piattaforma digitale nata a Torino e spesso definita come “il LinkedIn del calcio”. Un’espressione efficace, ma che rischia di semplificare una sfida più complessa: intervenire su un ecosistema chiuso, dove le opportunità non sempre seguono il merito, ma la capacità di essere nel posto giusto al momento giusto.

Alla base del progetto ci sono Simone Sorgente e Ivan Riscaldino, due giovani founder che, pur rimanendo legati al mondo del calcio, oggi svolgono un altro lavoro. Una scelta non casuale, ma necessaria. FootConnect nasce infatti come progetto imprenditoriale portato avanti parallelamente ad altre attività professionali, in una fase in cui sostenibilità economica e sviluppo tecnologico rappresentano sfide centrali. «Il calcio per noi è sempre stato prima di tutto una passione», racconta Sorgente «Io e Ivan lavoriamo a tempo pieno in una nota fiduciaria torinese, e FootConnect è nata dalle chiacchiere in pausa caffè. Questo ci ha permesso di non forzare i tempi, ma allo stesso tempo ha reso il percorso più complesso, soprattutto all’inizio».

 Proprio l’esperienza diretta nel mondo calcistico, unita a un background professionale diverso, ha permesso ai founder di osservare il settore con uno sguardo meno romantico e più sistemico: «Ci siamo accorti che il problema non era la mancanza di talento» continua Sorgente «ma l’assenza di strumenti. Se non hai i contatti giusti o non giochi in determinate realtà, è come se non esistessi. E questo vale anche per allenatori, preparatori, professionisti che lavorano seriamente ma restano invisibili».

FootConnect nasce così come risposta a un’esigenza concreta: creare una piattaforma che permetta a chi vive di calcio di raccontarsi in modo diretto, strutturato e verificabile. I profili funzionano come veri e propri curriculum digitali, arricchiti da video, esperienze, obiettivi e certificazioni. Un linguaggio immediato, particolarmente adatto a un settore in cui le competenze si esprimono sul campo. «Nel calcio il video è il modo più onesto ed efficace per raccontarsi» spiega ancora «Un movimento o una scelta tecnica parlano molto più di qualsiasi descrizione. L’idea era dare a tutti la possibilità di mostrare quello che sanno fare, senza passare per filtri informali».

La piattaforma è accessibile anche ai minori, attraverso un sistema di approvazione da parte dei genitori, pensato per garantire sicurezza e trasparenza. Un aspetto che ha richiesto particolare attenzione sul piano tecnico e normativo, ma che rappresenta un elemento chiave nella costruzione di fiducia, soprattutto in un settore sensibile come quello giovanile.

Il percorso di sviluppo non è stato privo di ostacoli. Le difficoltà tecniche, la necessità di investimenti e la complessità di costruire un marketplace multi-lato hanno messo alla prova il progetto più volte. «Ci sono stati momenti in cui ci siamo chiesti se avesse senso continuare», ammette Sorgente «Stavamo costruendo qualcosa di complesso, con risorse limitate, cercando di entrare in un settore tradizionale, dove il cambiamento richiede tempo. A un certo punto abbiamo dovuto fermarci, cercare supporto e capire come rendere il progetto sostenibile».

In questa fase, il ruolo del network è stato determinante. Pur lavorando in altri ambiti, i founder hanno potuto contare su un background e su contatti maturati nel tempo, fondamentali in un settore che si basa fortemente su relazioni e fiducia. Parallelamente, FootConnect ha avviato attività di fundraising e si è dotata di un advisory board con competenze senior, per rafforzare la struttura del progetto e prepararlo a una crescita più solida.

Anche il modello di business riflette un approccio graduale. FootConnect adotta una logica freemium: l’accesso di base alla piattaforma è gratuito, mentre funzionalità avanzate e servizi dedicati sono pensati per una fase successiva. A questo si affianca un modello di pubblicità mirata, coerente con le dinamiche del settore e con i profili professionali presenti sulla piattaforma.

Per un ottimale utilizzo della piattaforma da parte delle società calcistiche, FootConnect ha introdotto strumenti di scouting mirati come filtri per ruolo, età, area geografica e caratteristiche tecniche; in questo modo, club e realtà dilettantistiche possono individuare profili specifici, ampliando il bacino di ricerca e riducendo i tempi di selezione. Un supporto che non sostituisce i metodi tradizionali, ma li integra. «Non vogliamo stravolgere il calcio», conclude il giovane founder «Vogliamo rendere il sistema un po’ più accessibile. Ridurre la distanza tra chi ha competenze e chi le sta cercando. Riuscire a farlo, significa creare valore non solo per i singoli, ma per tutto l’ecosistema».

In questo senso, FootConnect rappresenta un caso di studio che va oltre il calcio. È l’esempio di come un progetto imprenditoriale possa nascere dalla passione, ma crescere solo attraverso metodo, relazioni, fiducia e sostenibilità economica. Un tentativo di portare trasparenza e infrastruttura in un settore dove il talento c’è, ma spesso resta ai margini.