Quale impresa

Emanuele Orsini alla guida di Confindustria: una visione di coesione per l’industria italiana

“Rimettere l’industria e la competitività al centro dell’agenda politica”. Un mantra che il 32° Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, 51 anni, emiliano, non perde occasione per sottolineare. Eletto con il 99,5% dei consensi alla guida degli imprenditori italiani ha iniziato il suo mandato nel solco delle parole chiave alla base del suo programma: dialogo, identità, unità.

 

STORIA PERSONALE

Nasce a Sassuolo nel 1973 da una famiglia con una lunga tradizione d’impresa. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, con tanta voglia di indipendenza e di affermazione personale, Orsini decide di seguire le orme del padre entrando in Sistem Costruzioni, un’azienda fondata nel 1978, con articolazioni anche all’estero, attiva nel campo dell’edilizia sostenibile (costruzioni in legno) e nei servizi di gestione di manufatti e immobili.

Sin dalle prime esperienze, Emanuele Orsini si dimostra un giovane imprenditore risoluto e diretto, con una forte leadership, seppur informale. Decide di partire dal cantiere, dal gradino più basso, per comprendere al meglio tutto il ciclo aziendale ed essere pronto in futuro a prendere decisioni con risolutezza e rapidità. Si appassiona al settore vendite, curando anche le partnership aziendali per poi, dopo qualche anno, diventare Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia, trasformando quella che era una carpenteria in un‘azienda leader del settore.

Nel gruppo societario, di cui Sistem è capofila con un giro d’affari di oltre 40 milioni di euro, figura anche il Maranello Residence – del quale Orsini è Presidente – il primo complesso residenziale dedicato al mondo del Cavallino Rampante. Un progetto che rispecchia la sua passione di sempre per la Formula1. La sua ascesa come manager prosegue e nel 2013 assume la carica di Vice Presidente di Unicredit Leasing, Società del Gruppo UniCredit, tra i leader in Italia nella locazione finanziaria, per diventarne Presidente pochi anni dopo.

Nel 2020, dopo la scomparsa del suocero Lanfranco Fiandri, fondatore di Tino Prosciutti Spa – azienda della provincia di Parma specializzata nella lavorazione e nella produzione di prosciutto crudo – Orsini comincia ad occuparsi dell’attività e da Presidente con poteri delegati, traghetta la società verso una nuova fase di sviluppo. Con un investimento da circa 28 milioni, a gennaio 2025, verrà aperto un quinto stabilimento che darà impulso all’export aziendale verso mercati extra-UE, compresi Stati Uniti d’America, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Repubblica Popolare Cinese.

VITA ASSOCIATIVA

Nonostante i numerosi impegni aziendali, l’imprenditore emiliano si appassiona anche alla vita associativa, partecipandovi attivamente. Nel 2013 viene eletto Presidente di Assolegno e nel 2017 di FederlegnoArredo, contribuendo a far registrare performance di eccellenza al Salone del Mobile, che in quel periodo tocca i 400mila visitatori. Sempre con Federlegno, insieme ad altre 80 imprese, Orsini realizza una nuova scuola di oltre 2.000 metri quadrati, provvede ad ultimare la sede della Fondazione ITS Rosario Messina a Lentate sul Seveso, che oggi ospita circa 250 studenti, e ricostruisce l’asilo di Finale Emilia distrutto dal terremoto del 2012, grande motivo d’orgoglio per lui. La spiccata propensione alla salvaguardia dell’ambiente e i numerosi progetti ecosostenibili realizzati, gli fanno guadagnare un diploma di benemerenza ambientale dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Mare.

Nel 2020 entra nella squadra dei Vicepresidenti di Confindustria con la delega al Credito, al Fisco e alla Finanza. In questo ruolo Orsini lavora con successo all’introduzione di misure finanziarie e fiscali d’emergenza per sostenere le aziende con maggiori difficoltà economiche a seguito della crisi pandemica, cogliendo ogni occasione per sensibilizzare Governo e Istituzioni, italiane ed europee, sulle istanze del sistema imprenditoriale.

VISIONE E SQUADRA

Tre le parole chiave che interpreteranno il suo mandato. La prima è certamente “dialogo”, fondamentale per riuscire a raccogliere le reali necessità delle imprese; la seconda è “identità”, quindi sentirsi tutti parte di un progetto comune, condiviso, che ambisce a restituire alle 151mila imprese associate lo spirito di appartenenza ad un progetto di crescita dell’industria nazionale; e infine “unità”, per dialogare come un unico corpo e diventare sempre più autorevoli nei confronti degli stakeholder.

Tre pilastri su cui basare le azioni da portare avanti, insieme a tutte le articolazioni territoriali e di categoria, con l’obiettivo di rendere sempre più forte e coesa l’Associazione. “Nessuno verrà lasciato indietro” ha scandito il Presidente Orsini al termine del Consiglio generale che lo ha designato a capo degli industriali per il periodo 2024-2028. “Abbiamo bisogno che le aziende grandi siano le nostre portabandiera nel mondo e che facciano crescere i piccoli”. Una vera e propria azione di responsabilità che punta al rinnovamento e all’inclusione, al fine di ricomporre le diverse anime del Sistema. “Dopo una campagna impegnativa, molto complicata e difficile siamo riusciti a ricompattare Confindustria. Ora dobbiamo guardare avanti, all’industria italiana nel Paese, lavorando molto e impegnandoci per proporre misure a costo zero”.

La nuova squadra che affiancherà Orsini è forte e rappresentativa. Si tratta di profili con esperienze e competenze trasversali che, alla prova della votazione, hanno convinto con un larghissimo consenso: 110 favorevoli su 132 votanti (84%), 9 contrari e 13 schede bianche. Dieci i Presidenti elettivi, con tre conferme: Francesco De Santis (Ricerca e Sviluppo); Maurizio Marchesini (Lavoro e Relazioni industriali); Stefan Pan (Unione europea e Rapporto con le Confindustrie europee); Lucia Aleotti (Centro Studi); Angelo Camilli (Credito, Finanza e Fisco); Barbara Cimmino (Export e Attrazione degli investimenti); Vincenzo Marinese (Organizzazione e Rapporti con i territori e le categorie); Natale Mazzuca (Politiche Strategiche e Sviluppo del Mezzogiorno); Marco Nocivelli (Politiche industriali e Made in Italy); Lara Ponti (Transizione Ambientale e obiettivi ESG); Giovanni Baroni, (Presidente Piccola Industria); Riccardo Di Stefano (Presidente Giovani Imprenditori) e Annalisa Sassi (Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali).

Orsini ha voluto mantenere per sé la responsabilità su Cultura d’Impresa e Certezza del diritto, mentre nel team di vertice ha inserito anche sei delegati: Leopoldo Destro (Trasporti, Logistica e Industria del Turismo); Riccardo Di Stefano (Education e Open Innovation); Pietro Labriola (Transizione Digitale); Giorgio Marsiaj (Space Economy); Aurelio Regina (Energia); Mario Zanetti (Economia del Mare). Completano il top management quattro Special Advisor: Antonio Gozzi (Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Competitività); Gianfelice Rocca (Life Sciences); Alberto Tripi (Intelligenza Artificiale) e Matteo Zanetti (PNRR).

Una figura di grande prestigio ed esperienza associativa come Maurizio Tarquini, che Emanuele Orsini ha voluto al suo fianco Direttore Generale, guiderà la struttura di Confindustria.

PROGRAMMA E OBIETTIVI

Il programma di Orsini, oltre che dalla sua esperienza come imprenditore, nasce dal confronto diretto con il Sistema associativo. Tra le priorità del suo mandato: certezza del diritto, Europa, energia, investimenti. Si può dire che la certezza del diritto sia il cuore del suo programma, poiché la certezza nei tempi e la sicurezza sulle procedure sono aspetti cruciali per l’attività d’impresa. Secondo il neopresidente “Non può accadere che le imprese non si fidino delle istituzioni, come nel caso di norme modificate in maniera retroattiva, senza alcuna interlocuzione preventiva, che mettono in difficoltà chi ha preso impegni verso clienti e fornitori”. Sull’Europa “serve una vera politica industriale comune. È necessario un cambiamento culturale e smontare quegli atteggiamenti ideologici antindustriali che hanno messo a dura prova le imprese europee, rimettendo l’industria e la neutralità tecnologica al centro, per salvaguardare know-how e competitività”. Sull’energia “occorre lavorare per incrementare l’indipendenza energetica, puntando ad un mercato unico europeo e ad un mix energetico che, oltre alle fonti rinnovabili, includa anche il nucleare di nuova generazione”. Inoltre, per Orsini “vanno riattivati rapidamente gli investimenti per accelerare la crescita del Paese. Provvedimenti come Industria 5.0 costituiscono un’opportunità formidabile per realizzare progetti di innovazione anche se sarà una sfida contro il tempo spendere tutti i 6,3 miliardi di euro entro il 2025”. Per questo, secondo il Presidente “è determinante studiare misure strutturali che abbiano una durata di almeno cinque anni, che permettano alle imprese una seria pianificazione”.

Oltre a questi macro-temi, il programma di Orsini è articolato in altri obiettivi declinati per capitoli: dalla transizione ambientale e sostenibile, alla realizzazione di infrastrutture strategiche, dalla logistica allo sviluppo dell’economia del mare, da un nuovo welfare, alla formazione e al capitale umano. E a proposito di mismatch tra domanda e offerta di lavoro – un divario del 50% che sta generando un costo per le imprese di 38 miliardi – per il Presidente “E’ necessario realizzare una mappatura dei profili professionali più ricercati dalle imprese per orientare le scelte dei giovani al lavoro”. E accanto al tema della formazione, serve trovare una soluzione alla carenza di alloggi. Nasce da qui la proposta di Orsini, che ha già trovato ascolto sia tra gli interlocutori istituzionali che tra gli stakeholder coinvolti di realizzare “un vero e proprio piano casa per i nostri dipendenti, magari riutilizzando gli spazi degradati nelle città e mettendo in atto anche una rigenerazione urbana. Misure da proporre al governo per far in modo che il costo dell’abitazione, spalmato in un termine ampio e vincolato, con una rata che non superi il 25-30% dello stipendio del giovane che andrà a lavorare, sia sostenibile e gli permetta di acquisire un appartamento e di vivere una vita dignitosa”.

Obiettivi ambiziosi che richiedono un forte impegno e una grande determinazione e Orsini, con il suo carattere socievole e inclusivo – tipico degli emiliani- ma anche pragmatico e determinato, sta già dando prova di grande dedizione e orientamento al risultato, come nel caso di Industria 5.0, provvedimento a cui il Presidente ha dato un boost ad una sola settimana dal suo insediamento. Un uomo del Sistema che vuole bene a Confindustria e che è convinto che con l’impegno, la perseveranza e il lavoro di squadra si possa arrivare lontano.