Quale impresa

Disegnare il futuro Emilia-Romagna, terza edizione del forum sull’innovazione di Italia Economy

Il 22 aprile 2026, presso la sede di HPE Group a Modena, società specializzata nella progettazione di soluzioni ingegneristiche per i settori automotive, motorsport, difesa e automazione, si è svolta la terza edizione di “Disegnare il futuro Emilia-Romagna”, il forum sull’innovazione promosso da Italia Economy, testata editoriale multicanale focalizzata su imprese, territori e sviluppo economico, in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia Area Centro.
L’evento, ospitato nel cuore della Motor Valley, ha rappresentato un momento di confronto diretto con il tessuto industriale, anticipato anche da una visita allo stabilimento, a conferma di un format che porta il dibattito dentro le imprese.

Un appuntamento inserito in un roadshow nazionale che mette in connessione imprese, istituzioni e competenze sui temi chiave della competitività. L’evento, articolato in diversi momenti di confronto, ha visto nel panel “Territorio 4.0 – quando la tecnologia fa sistema” uno dei passaggi più concreti e rappresentativi. Moderato da Gioia Novena, il panel ha coinvolto cinque aziende del Gruppo Giovani di Confindustria Emilia Area Centro: Euei, Marco Biagioni; Neurally, Simone Checcoli; One Express Italia Spa, Andrea Franceschelli; Bio 5 Laboratori Analisi – HSE, Mariastella Mancini; Skybackbone Engenio, Beatrice Nale, offrendo punti di vista diversi ma complementari sul ruolo dell’innovazione applicata nei processi aziendali e territoriali.

Tra gli interventi è emerso con chiarezza un filo conduttore: l’innovazione genera valore quando diventa sistema, ovvero quando integra tecnologie, dati e modelli organizzativi.
Non si tratta solo di adottare strumenti digitali, ma di inserirli nei processi core delle imprese, superando il paradosso di una digitalizzazione diffusa che non sempre si traduce in reale aumento della produttività.

In questa direzione si inserisce l’esperienza di Mariastella Mancini, Vicepresidente del Gruppo Giovani di Confindustria Emilia Area Centro e Direzione Generale di Bio 5, che ha evidenziato come la sicurezza sul lavoro sia ancora oggi gestita con approcci tradizionali. In un contesto in cui le attività evolvono continuamente, anche il rischio richiede strumenti e modelli più aggiornati. Collegare dati oggi separati, facilitare la valutazione dei rischi e supportare le decisioni operative, integrando anche la medicina del lavoro, consente di passare a una logica di monitoraggio continuo e predittivo, trasformando la sicurezza in una leva di efficienza e qualità. Un approccio che si inserisce in una visione più ampia, in cui l’intelligenza artificiale supporta i processi senza sostituire le competenze, contribuendo a rafforzare la cultura della sicurezza, ridurre gli infortuni e migliorare la qualità organizzativa. Un approccio che trova una declinazione concreta anche nella logistica, come raccontato da Andrea Franceschelli, Vicepresidente di One Express Italia Spa. In un settore caratterizzato da complessità e velocità, l’introduzione di soluzioni sviluppate con Neurally, realtà conosciuta anche grazie al contesto associativo del Gruppo Giovani di Confindustria Emilia Area Centro, ha permesso di innovare processi chiave: dal ticketing intelligente per la gestione delle richieste degli affiliati, fino alla digitalizzazione delle lettere di vettura tramite bot e OCR integrati con i sistemi aziendali. I benefici sono tangibili: maggiore tracciabilità, riduzione degli errori, tempi di risposta più rapidi e liberazione di risorse verso attività a maggior valore.
Un esempio concreto di come l’AI, se integrata nei processi operativi, possa generare efficienza immediata e KPI misurabili.

Alla base di queste esperienze si colloca il contributo di Simone Checcoli con Neurally, che ha portato una visione centrata sulla co-progettazione e sull’integrazione tra competenze tecnologiche e bisogni reali delle imprese. Un approccio che consente di trasformare l’intelligenza artificiale in uno strumento concreto, accessibile anche in contesti complessi e regolamentati.
Un modello che si fonda su collaborazione continua tra imprese, sviluppo tecnologico e capacità esecutiva, elemento sempre più determinante per la scalabilità dei progetti innovativi. Il panel ha inoltre evidenziato come la collaborazione tra imprese e la costruzione di filiere integrate siano centrali per lo sviluppo del territorio. È nella capacità di mettere in relazione esperienze diverse che si costruisce un vero ecosistema competitivo.
In questo senso, il territorio emiliano conferma la propria forza nella capacità di fare rete, valorizzando competenze diffuse, università e collaborazione tra aziende.

Il messaggio emerso è chiaro: l’innovazione non è solo tecnologia, ma integrazione. Quando dati, persone e processi si connettono, il territorio smette di essere una somma di aziende e diventa un sistema.
Un sistema in cui capitale umano, governance e cultura del dato diventano fattori abilitanti tanto quanto la tecnologia stessa.

È qui che il Territorio 4.0 prende forma, non nell’adozione di strumenti digitali, ma nella capacità di farli funzionare insieme, generando valore concreto per le imprese e per il sistema economico nel suo complesso.