Quale impresa

Dalle regole alle infrastrutture tech: il momentum digitale europeo

Semplificazione, cybersicurezza, infrastrutture, nuove tecnologie, sovranità: sono queste le     parole d’ordine del secondo mandato di Ursula von der Leyen quando si parla di digitale.  La presidente della Commissione ha fatto di questi temi una priorità dell’UE e, ad oggi, alcuni dei dossier più “caldi” a livello politico sono proprio quelli sotto la supervisione della vicepresidente esecutiva con delega alla Sovranità tecnologica, la finlandese Henna Virkkunen.

Semplificare per innovare

Tra le principali iniziative normative, la Commissione si è impegnata a semplificare l’attuale regolamentazione digitale con la pubblicazione del Digital Omnibus. Questa proposta legislativa, presentata dalla Commissione a novembre 2025, è stata suddivisa in due dossier, uno dedicato all’intelligenza artificiale (Digital Omnibus on AI) e l’altro incentrato su trasparenza online, protezione dei dati personali e cybersicurezza. L’Omnibus vuole semplificare ed armonizzare il sistema normativo esistente in materia digitale, chiarendo anche alcune ambiguità giuridiche oggi esistenti. “La normativa dell’UE è un marchio di fiducia per le imprese. Siamo l’unico posto al mondo ad aver definito le regole del gioco in questo modo, per proteggere i nostri valori e i diritti fondamentali – ha spiegato Virkkunen, durante la presentazione dell’Omnibus Digitale -. Tuttavia, la normativa da sola non basta. Dobbiamo passare dalla definizione delle regole alla promozione dell’innovazione. Le nostre norme non dovrebbero essere un ostacolo, ma un valore aggiunto. Per questo, abbiamo bisogno di misure immediate per eliminare la “confusione” normativa, laddove presente, e concentrarci invece su regole chiare e prevedibili e su una solida applicazione.

Tra le proposte: regole più chiare e applicabili per l’AI, maggiore coordinamento nel reporting degli incidenti cyber, semplificazioni sostanziali del GDPR e un approccio più calibrato al data sharing, soprattutto nei rapporti tra imprese, per tutelare sicurezza, investimenti e proprietà industriale.

Altro dossier centrale in materia digitale è il Cybersecurity Act 2, una proposta legislativa presentata a gennaio 2026 con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e le capacità di sicurezza informatica nell’Unione Europea, evitando frammentazioni nel mercato digitale. Altri punti cardine della proposta sono poi il rafforzamento dell’ENISA, l’agenzia europea che si occupa di cybersicurezza, e il miglioramento della sicurezza delle catene di approvvigionamento ICT.

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Sull’Omnibus Digitale Confindustria ha pubblicato ad aprile 2026 un position paper con le sue richieste all’UE. Scopri di più: https://www.confindustria.it/en/documents/digital-simplification-the-priorities-of-italian-industry/.

Rafforzare le infrastrutture

A queste proposte legislative si affianca il Digital Networks Act, presentato anch’esso a gennaio, che punta a rafforzare le infrastrutture di connettività nell’Unione europea, favorendo investimenti e reti più veloci e sicure (per esempio consolidando il passaggio alla fibra e tramite un sistema europeo della gestione dello spettro radio), con l’obiettivo finale di garantire un’alta qualità della connessione in tutta l’UE entro il 2030. “Vogliamo accelerare la trasformazione digitale dell’Europa, rafforzare il mercato unico della connettività e garantire reti di altissimo livello a consumatori e imprese in tutta l’Unione”, ha rimarcato la vicepresidente Virkkunen lanciando l’iniziativa.

Sovranità digitale nel nuovo contesto geopolitico

Tra le iniziative che invece devono ancora essere presentate, non può non essere citato il Tech Sovereignty Package, composto da diversi atti legislativi e la cui pubblicazione è prevista per fine maggio, volto a rafforzare il controllo UE sulle infrastrutture digitali critiche, a ridurre la dipendenza dalle tecnologie extraeuropee e a potenziare la resilienza industriale e tecnologica, All’interno di questo pacchetto la comunità industriale europea, e non solo, aspetta soprattutto il Cloud and AI Development Act (CAIDA), il Chips Act 2.0, una strategia per l’open source e una tabella di marcia per la digitalizzazione e l’utilizzo dell’IA nel settore energetico. Il CAIDA sarà un atto legislativo che dovrà affrontare in modo concreto il nodo della sovranità europea.

Questa proposta, infatti, avrà come obiettivo quello di potenziare la capacità cloud dell’UE, creando le condizioni amministrative adeguate a un mercato europeo del cloud e dell’IA più dinamico.

Quest’ultimo punto si collega poi al tema dello sviluppo delle AI Factories e ai progetti delle Gigafactories. Infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing – HPC), dotate di risorse computazionali avanzate, dataset di alta qualità e software all’avanguardia, progettate per supportare lo sviluppo e la sperimentazione di modelli AI su larga scala.  Anche l’Italia partecipa a questo sforzo attraverso il progetto IT4LIA AI Factory, con sede al Tecnopolo di Bologna, che porta avanti le esigenze del settore industriale nell’ambito AI.

Infine, un ulteriore dossier di cui si attende la pubblicazione è il Quantum Act, (già preceduto da una “Quantum Strategy” pubblicata a luglio 2025), previsto per il secondo quadrimestre del 2026 e il cui obiettivo è quello di consolidare la posizione dell’Europa come leader mondiale nel settore della tecnologia quantistica, affrontando al contempo le sfide economiche e di sicurezza.

Il ruolo dell’industria italiana nella strategia europea: rischi e opportunità

L’industria italiana si trova oggi a un bivio strategico. Da un lato, il momentum normativo e infrastrutturale europeo offre opportunità concrete e senza precedenti: il progetto IT4LIA AI Factory di Bologna rappresenta già un punto di riferimento per il posizionamento italiano nell’ecosistema HPC e AI a livello europeo, mentre il CAIDA e il Chips Act 2.0 potrebbero catalizzare investimenti significativi e contribuire alla crescita di imprese europee. Il Digital Networks Act potrebbe inoltre costituire una grande opportunità per gli operatori di rete e per l’intera filiera della connettività. L’implementazione della Quantum Strategy, di cui fa parte l’atteso Quantum Act, fornirà una direzione strategica al sistema industriale europeo in questa tecnologia di frontiera. Lo sviluppo e l’adozione dell’AI dipenderanno ora dall’attuazione dell’AI Act, riformato dal Digital Omnibus on AI, oltre che dalla Apply AI Strategy.

Dall’altro lato, i rischi sono reali e non vanno sottovalutati. Il peso della compliance su un tessuto produttivo composto per oltre il 99% da PMI rimane una criticità strutturale: la semplificazione promessa dal Digital Omnibus è una condizione necessaria, ma non sufficiente, e la sua effettiva implementazione sarà determinante. Infine, la competizione globale per i talenti digitali resta un nodo irrisolto: senza investimenti significativi in formazione e reskilling, il rischio è che le opportunità generate dalle nuove infrastrutture europee vadano a beneficio di attori meglio posizionati.