Quale impresa

DALLA RICERCA ALL’IMPRESA. L’OPEN INNOVATION COME MOTORE PER UN’ITALIA DIGITALE E SOSTENIBILE

A giugno scorso, al Forum Made in Italy organizato da MICS (Made in Italy Circolare e Sostenibile) i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno portato al centro del dibattito una sfida cruciale: come trasformare la ricerca in impresa, costruendo un ecosistema capace di rendere l’Italia più digitale, sostenibile e competitiva. La sessione, che ho avuto il piacere di moderare, intitolata “Dalla ricerca all’impresa: open innovation per un’Italia digitale e sostenibile”, è stata pensata come spazio di confronto tra startup, PMI, corporate e mondo accademico, con l’obiettivo di accelerare il passaggio dal laboratorio alla fabbrica, dall’idea al mercato

Il punto di partenza è stato chiaro: l’Italia non è la Silicon Valley, ma può sviluppare una propria via all’innovazione. Una via che passa dalla valorizzazione del tessuto di piccole e medie imprese, dal coraggio dei giovani imprenditori e dalla capacità di fare rete. L’open innovation, come teorizzato dal professor Chesbrough, rappresenta la chiave per aprire le aziende a idee e competenze esterne, superando i confini tradizionali e trasformando la collaborazione in vantaggio competitivo

Nel corso della sessione, tre panel hanno dato voce a esperienze e visioni diverse ma complementari. Nel primo, dedicato a Visioni in innovazione, Marianna Chiavassa (ClyUp), Pietro Conti (Centro Style) e Stefano Rossi (MartinoRossi) hanno mostrato come l’innovazione possa nascere sia dall’uso delle tecnologie emergenti, come la blockchain nella moda circolare, sia dalla capacità di rinnovare settori tradizionali come l’ottica e l’agroalimentare.

Il secondo panel, Industria Next Gen, ha messo in dialogo Camilla Budelli (Impact Hub), Gianluca Costanzo (Giovani Imprenditori Confindustria) e Francesca Saraceni (Intellico), con un focus su come facilitare l’incontro tra domanda e offerta di innovazione. È emersa una sfida culturale: serve creare un ecosistema in cui startup e imprese si riconoscano partner, superando diffidenze e asimmetrie. L’intelligenza artificiale, in particolare, è stata discussa come strumento strategico non solo per la produttività, ma anche per l’inclusione e la sostenibilità.

Infine, con Giorgia Sali (TeamSystem), abbiamo esplorato il ruolo delle PMI come veri laboratori di innovazione. La digitalizzazione dei processi, l’uso di piattaforme integrate, il cloud, la sicurezza informatica e l’analisi avanzata dei dati sono leve fondamentali per accompagnare la crescita delle imprese e rafforzarne la competitività internazionale

I dati parlano chiaro: il mercato italiano dei servizi di open innovation vale già circa 700 milioni di euro e un terzo delle startup innovative vede la presenza di corporate venture capital, generando insieme oltre 5 miliardi di ricavi. La Lombardia, con la sua piattaforma regionale e un ecosistema avanzato, guida questo processo e dimostra come politiche strutturate e collaborazione pubblico-privata possano fare la differenza.

La sessione si è chiusa con un messaggio chiaro: l’innovazione non è un traguardo, ma un processo continuo che richiede contaminazione, visione e coraggio. L’Italia ha tutte le carte in regola per costruire un modello unico di sviluppo, capace di valorizzare la creatività dei giovani, la solidità delle PMI e le opportunità offerte dalla tecnologia. Bisogna però fare rete ed eliminare tutti quegli ostacoli che frenano la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative.

Il nostro impegno, come Giovani Imprenditori, è continuare a favorire network e dare visibilità a progetti che rendono il Paese più competitivo, innovativo e sostenibile. Perché il futuro non si costruisce da soli: è nelle connessioni che nasce la vera innovazione.

 

Che cos’è il MICS

Il Made in Italy Circolare e Sostenibile (MICS) è il partenariato esteso finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR, nato per rafforzare la competitività del Made in Italy attraverso ricerca, trasferimento tecnologico e formazione. Riunisce università, centri di ricerca, imprese e istituzioni con l’obiettivo di accelerare la transizione digitale ed ecologica delle filiere strategiche italiane. La sua mission è promuovere innovazione circolare, sostenibilità e resilienza, creando un ecosistema capace di trasformare idee e conoscenze in valore industriale e sociale.