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Dalla diagnostica strutturale all’ingegneria multidisciplinare. La crescita di InGeoLab tra innovazione e nuovi mercati

Nata in Valle d’Aosta nel 2016, l’azienda si è affermata in diagnostica strutturale e prospezioni geofisiche, investendo in ricerca ed espansione internazionale.


InGeoLab è una realtà ingegneristica che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita significativa, ampliando competenze e servizi a partire dalla diagnostica strutturale fino a diventare una società multidisciplinare. Oggi l’azienda opera nel monitoraggio e nell’ispezione di infrastrutture complesse, investe in tecnologie innovative e guarda sempre più ai mercati internazionali. In questa intervista il suo fondatore Alberto Béthaz racconta il percorso di sviluppo, le sfide dell’innovazione e i progetti futuri tra Italia, Svizzera e Francia.

 

InGeoLab nasce nel 2016 come realtà specializzata in diagnostica strutturale e prospezioni geofisiche: quali sono stati i passaggi chiave che vi hanno portato a diventare oggi una società di engineering multidisciplinare? 

InGeoLab nasce con l’obiettivo di andare a coprire una fetta di mercato carente non solo in Valle d’Aosta ma in tutta Italia, quella sulle indagini strutturali. I passi di crescita successivi sono stati relativamente semplici perché dalla diagnostica strutturale, in modo naturale, si sono andate a integrare le attività di professionisti vari, creando un contesto unico di ingegneria multidisciplinare, compresa quella geologica.

Quali sono oggi i principali servizi e competenze che distinguono InGeoLab nel settore dell’ingegneria e della diagnostica strutturale?

I principali servizi che vengono offerti dalla nostra società riguardano ispezioni di infrastrutture viarie, quali ponti e gallerie. Ogni anno, infatti, InGeoLab ispeziona e verifica circa 20 km di gallerie e circa un centinaio di ponti. Oltre che alle infrastrutture viarie, poi, i monitoraggi specialistici includono anche strutture, infrastrutture, edifici, stazioni funiviarie. Infine, vi sono i servizi rivolti al mondo della dinamica e della sismica, su cui stiamo investendo parecchio.

La vostra azienda investe molto in ricerca e sviluppo e nell’utilizzo di tecnologie avanzate per il monitoraggio delle infrastrutture: quali innovazioni stanno cambiando di più il vostro lavoro?

Negli ultimi anni la ricerca e sviluppo è divenuta uno dei punti cardine delle nostre attività aziendali. Ci sono diverse soluzioni in via di sviluppo, anche tramite collaborazioni con alcune università e alcuni enti di ricerca. In particolare, preponderante è il focus sui Digital Twin, modelli digitali che vanno a integrare diagnostica, monitoraggio, progettazione e verifica dell’esistente. Inoltre, ci stiamo poi concentrando sul mondo delle ispezioni particolari, come droni non solo visivi, che stiamo iniziando a testare quest’anno.

Negli ultimi anni avete partecipato anche a eventi dedicati all’innovazione come SMAU: quanto è importante il dialogo con il mondo della ricerca e delle startup per una realtà come la vostra?

La partecipazione alla nostra prima fiera con SMAU, nel 2025, è stata una grossa occasione di crescita per la nostra azienda. Ci ha permesso di presentare un progetto di ricerca e sviluppo in ambito di verifica bellica, oltre che una serie di opportunità legate all’ispezione delle infrastrutture viarie. Ci ha anche permesso di implementare la ricerca e sviluppo, parte sempre più fondamentale nel nostro percorso, in particolare anche tramite la collaborazione con alcune startup, alcune conosciute in fiera, con cui potrebbero nascere sinergie future su nuovi progetti.

Avete recentemente avviato un percorso di internazionalizzazione con l’apertura di una sede in Svizzera: quali motivazioni strategiche vi hanno spinto a compiere questo passo? 

La Svizzera ci è stata sempre molto vicina sia geograficamente, sia dal punto di vista di opportunità lavorative, poiché il mondo della diagnostica strutturale in Svizzera è meno sviluppato che in Italia. L’apertura di una sede della società in Svizzera era quindi un passo naturale per poter espandere i nostri progetti lavorativi in tutti i campi ingegneristici e della diagnostica in quel paese.Ci sono voluti diversi anni per aprire la sede e trovare dei soci svizzeri, ma nel 2024 siamo riusciti ad aprire InGeoLab Suisse. Quando lo abbiamo fatto eravamo già ampiamente conosciuti in Svizzera e questo ci ha permesso di crescere molto in questo anno e mezzo, crescita che continuerà anche in questo 2026.

Quali sono state le principali sfide incontrate nel portare un’azienda tecnica e altamente specializzata oltre i confini nazionali?

Attraversare i confini nazionali è stato complesso perché con la Svizzera c’erano due barriere: una linguistica e una normativa. La barriera linguistica non ha rappresentato un grosso problema visto che, in quanto valdostani, siamo abituati al bilinguismo francese. Quella normativa è stata invece un sfida più complessa: le norme svizzere non sempre sono allineate a quelle europee perciò è fondamentale avere colleghi che operano con continuità in Svizzera per essere aggiornati su quelle che sono le norme vigenti.
La sfida successiva sarà rendere progressivamente autonoma la sede svizzera in modo che possa raggiungere in breve tempo gli stessi risultati che abbiamo già ottenuto in Italia.

InGeoLab nasce in Valle d’Aosta ma opera su progetti complessi anche fuori dall’italia: quanto conta il legame con il territorio nella vostra crescita?

InGeoLab è valdostana, il nostro obiettivo è sempre stato quello di mantenere la sede principale in Valle d’Aosta. Tuttavia, non è semplice trovare personale altamente qualificato nella nostra regione, ed attrarre tale personale dal resto d’Italia è una sfida dal momento che il territorio valdostano è un’area chiusa dal punto di vista geografico, con costi importanti. Uno di nostri obiettivi a lungo termine è sicuramente quello di importare professionisti e esportare le nostre competenze.

Guardando ai prossimi anni, quali sono gli obiettivi di sviluppo internazionale e tecnologico che vi siete posti?

Il primo obiettivo a breve termine è aprire una sede anche in Francia, in alta savoia, per chiudere il giro del Monte Bianco, anche se il mercato francese rappresenterà una sfida, come quello svizzero. A livello tecnologico, invece, c’è l’obiettivo di portare a termine lo sviluppo del progetto  W-Plus con Akhet in ambito di verifica bellica. Abbiamo poi avviato, a partire dal marzo di quest’anno, una collaborazione con il Politecnico di Torino per istituire dei dottorati di ricerca in azienda riguardo modelli Digital Twin . Infine c’è sicuramente l’obiettivo di completare il raddoppio della sede principale di Saint-Christophe, per avere spazi non solo lavorativi, ma anche di vita più ampi, al fine di poter lavorare e vivere in maniera più serena e collaborativa.