Quale impresa

DAL G20 IN AFRICA NUOVE TRAIETTORE PER LE IMPRESE.

I Giovani Imprenditori di Confindustria in missione a Johannesburg.

Un viaggio che sembra un’avventura, ma che in realtà è una lezione sul futuro delle imprese tra innovazione, finanza e competitività. 

Lorenzo Bagnoli in occasione del Summit della G20 Young Entrepreneurs’ Alliance, l’alleanza globale che riunisce le principali associazioni imprenditori giovanili dei paesi più industrializzati al mondo, e di cui da oltre 10 anni fanno parte anche i Giovani Imprenditori di Confindustria.
Il Summit G20YEA segue lo stesso percorso del G20, il forum dei leader dei 20 paesi più industrializzati al mondo che per la prima volta è approdato nel continente africano. I capi di stato e di governo si riuniranno proprio a Johannesburg a novembre per discutere delle principali questioni politiche ed economiche che stanno ridefinendo la geopolitica. Si tratta di una importante occasione di confronto internazionale che si inserisce in un contesto globale sempre più complesso e incerto. Sono ormai 4 anni che il G20 si tiene nel cosiddetto “Global South”: negli ultimi anni il Summit è stato ospitato da Indonesia, India, Brasile e proprio quest’anno dal Sudafrica. Si tratta di un cambio di passo rispetto al passato che vuole dare un chiaro messaggio: gli equilibri internazionali stanno cambiando e anche il “Sud del mondo” ha molto da dire e da dimostrare.
E con spirito di curiosità e intraprendenza noi Giovani Imprenditori di Confindustria, con una delegazione numerosa, abbiamo partecipato al Summit dell’Alleanza globale proprio per analizzare opportunità di business e di crescita in Sudafrica e in generale nel continente africano, un continente giovane, vivace, pieno di energie e di potenziale.
Una terra che non si limita a custodire un grande futuro, ma che è già oggi al centro di una partita decisiva. La partita delle infrastrutture, del digitale, dell’energia, dell’industria, senza dimenticare le terre rare e quelle risorse naturali che da sempre orientano gli equilibri globali e attraggono l’interesse delle grandi potenze.
Per chi fa impresa, tutto questo significa opportunità, ma anche sfide e interrogativi complessi. Servono analisi approfondite del mercato locale, una ricerca accurata di partner credibili e anche risorse per avviare il nuovo investimento. Non basta avere idee e visioni, servono analisi e concretezza. Durante il nostro viaggio ci siamo avvalsi delle testimonianze dell’Ambasciata d’Italia a Pretoria, dell’Ufficio ICE di Johannesburg, della Camera di Commercio Italo – Sudafricana, e di Simest per capire meglio quali sono i settori più attrattivi, quali quelli in cui le PMI possono dare il loro contributo e quali gli ostacoli più comuni per chi per la prima volta si affaccia al mercato sudafricano. Con Simest abbiamo analizzato le nuove opportunità derivanti dagli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese, potenziati dalla Misura Africa, nata con la collaborazione del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
Una esperienza che ci ha aiutato a guardare oltre confine, aprire la mente, osservare un mercato molto diverso dal nostro con grande concretezza. Perché il futuro delle imprese non si costruisce solo con la visione, ma con la capacità di trasformarla in realtà.