Quale impresa

Da Unindustria il Patto per la competitività delle nuove imprese

Il Lazio Regione dell’innovazione. I Giovani Imprenditori di Unindustria sono pronti a fare la loro parte. In occasione della quarta edizione del Convegno “Aria”, svoltosi a Ponza, il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria, Eugenio Samori, ha lanciato la proposta di un “Patto di corresponsabilità per la competitività delle nuove imprese”, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio per sostenere la crescita dell’ecosistema imprenditoriale e dell’innovazione nel Lazio.

 “Sulla scia degli investimenti della Regione Lazio a sostegno dell’innovazione e della competitività, nonché del primo via libera al 28° regime europeo, che rappresenta un’importante opportunità per semplificare la nascita e la crescita di startup e PMI attraverso regole più moderne e un mercato sempre più integrato, come Giovani Imprenditori di Unindustria lanciamo la proposta di un Patto di corresponsabilità per la Competitività delle Nuove Imprese: un’alleanza stabile tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e investitori, con l’obiettivo di rendere il Lazio “Regione dell’Innovazione” e territorio sempre più attrattivo per chi vuole fare impresa. Vogliamo diventare un punto di riferimento per gli imprenditori del futuro e per la crescita delle imprese innovative che già hanno scelto la nostra regione. Dobbiamo diventare un luogo dove le startup decidono di restare e non cercare fortuna all’estero, perché già nella nostra Regione trovano tutto ciò che serve loro: una grande capitale internazionale, territori con importanti vocazioni produttive, un ecosistema della conoscenza unico e grandi imprese con cui collaborare e creare partnership strategiche.” Ha dichiarato Eugenio Samori, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria. Durante il Convegno, dedicato all’intelligenza artificiale, capace di coniugare riflessione strategica, apertura all’innovazione e valorizzazione del capitale umano, è intervenuta Maria Anghileri Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria: “L’Italia può giocare un ruolo di primo piano se saprà portare l’intelligenza artificiale nei settori manifatturieri in cui già eccelle, dalla meccatronica al design. Ma questa rivoluzione si regge su tre pilastri: energia, crescita e competenze. Servono energia stabile e sicura per sostenere data center ad alta intensità, imprese capaci di crescere su scala europea e attrarre capitali, e un intervento concreto per colmare il divario di competenze. Le scelte dei prossimi 12-24 mesi determineranno se l’Italia saprà cogliere questa opportunità o resterà indietro.”

L’intelligenza artificiale, come hanno sottolineato tutti i relatori del Convegno, non rappresenta più uno scenario futuro: è già una realtà. È presente nelle aziende, nei processi produttivi, nella logistica, nella finanza, nella manifattura e nella comunicazione. Ma, soprattutto, sta trasformando il modo in cui si prendono decisioni, si organizza il lavoro e si crea valore. Proprio per questo non si può più considerarla soltanto una questione tecnologica. Per il Presidente Unindustria Giuseppe Biazzo:“La sfida infatti non è la tecnologia. È la nostra capacità di abilitarla. Il vero limite non è il software bensì il capitale umano che deve saperlo guidare. Per questo non basta comprare intelligenza artificiale, è nostro dovere accompagnare la crescita professionale con una formazione vera, strutturata e non episodica. Ed è esattamente per questo che appuntamenti come ARIA contano. Sono il luogo dove imprese, istituzioni e giovani imprenditori si confrontano per costruire insieme questa capacità, prima che la trasformazione ci sorprenda.” Il Presidente Piccola Industria di Confindustria Fausto Bianchi ha sottolineato nel suo intervento:“L’intelligenza artificiale è una leva strategica per far crescere le imprese e rafforzare la competitività del Paese, non è solo una tecnologia. Ma senza persone preparate, competenze diffuse e qualità imprenditoriale, resterà uno strumento incompiuto. Per questo continueremo a sostenere le PMI e a chiedere investimenti concreti su giovani, ricerca, università, startup e crescita dimensionale: perché il futuro dell’Italia passa dalla capacità delle nuove generazioni e delle nostre imprese di g