Quale impresa

Buon lavoro Presidente! Intervista a Maria Anghileri, Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria

“Essere giovani imprenditori significa, prima di tutto, scommettere sul futuro: credere in sé stessi e nei propri compagni di viaggio, raccogliendo la sfida dell’innovazione. Ma essere Giovani Imprenditori in Confindustria significa anche spingersi oltre i confini della propria azienda, assumendo un ruolo attivo nel plasmare il futuro del nostro Paese e dell’Europa. È un impegno che unisce la capacità di innovare, tipica di chi ha davanti a sé un’intera vita professionale, con la visione e l’orgoglio di far parte di un Movimento unico nel panorama imprenditoriale”.

Con queste parole, Maria Anghileri, neoeletta Presidente del Movimento per il mandato 2024-2028, descrive il significato profondo di essere giovani imprenditori.

Eletta il 29 novembre 2024, Maria è oggi la leader di una comunità di circa 10mila associati, determinata a guidare il Movimento verso nuove sfide e opportunità. Tra innovazione, sostenibilità e cooperazione, la sua leadership punta a rafforzare il ruolo dei giovani imprenditori come “front runner” del futuro.

Di questa visione e di altre curiosità, abbiamo parlato con Maria in questa intervista, molto speciale.

D: Quando hai capito che volevi metterti in gioco come Presidente dei Giovani Imprenditori? C’è stato un episodio o un momento particolare che ti ha fatto dire: “Sì, questa è la mia strada”?

R: Sicuramente il gruppo Giovani Imprenditori mi ha dato moltissimo. Ho iniziato a frequentarlo nel 2016 e, dopo quasi dieci anni di esperienza, posso dire che l’aspetto che più mi ha arricchito è stato il continuo confronto con imprenditori provenienti da settori, regioni e realtà aziendali diverse. Questa “contaminazione” di idee, prospettive e visioni è, a mio avviso, il valore più importante che il Movimento possa offrire. Se dovessi raccontare un episodio che mi ha fatto dire “sì voglio dedicare il mio tempo a questo movimento” è stato alle Assise di Torino alla fine della presidenza di Marco Gay, prima che Alessio Rossi gli succedesse alla guida. In quell’occasione ci fu un toccante intervento di Luigi Abete che riassumeva la storia confindustriale con grande emozione. Ricordo di aver pensato che se un uomo che aveva raggiunto tanti traguardi – tra cui quello di aver guidato una grande banca per vent’anni – trovava ancora il tempo e la volontà di dedicarsi ai Giovani Imprenditori, partecipando attivamente ai convegni, sempre in prima fila e attento all’ascolto, allora questo Movimento aveva davvero qualcosa di unico e speciale. Quella consapevolezza mi ha accompagnata nel corso degli anni e si è rafforzata sempre di più, fino a diventare determinante nella mia scelta di candidarmi alla presidenza.

 

D: Nel programma che hai presentato per la tua candidatura hai citato Thomas Jefferson: “Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.” Come interpreti questa frase nella tua visione per il Movimento?

R: Questa frase mi ha innanzitutto dato coraggio nei mesi intensi di confronto con il Movimento, antecedenti alle elezioni. Quando decidi di candidarti, arriva il momento in cui devi buttare il cuore oltre l’ostacolo, mettendoti a nudo di fronte al Movimento e questo non è sempre facile. Non credo al valore della distanza, anzi credo profondamente nel dialogo e nel confronto, quindi mi sono detta: “Maria, è il momento di farti coraggio”. Non si possono seguire sempre vie già tracciate se si vogliono raggiungere obiettivi ambiziosi. Questa citazione mi ha aiutata a ricordare che è necessario mettersi in gioco, anche senza avere certezze sul risultato.

 

D: Ogni leader ha il proprio stile, influenzato dall’esperienza, dai valori, dalla formazione e dal contesto in cui opera. Come descriveresti il tuo stile di leadership?

R: Credo molto nella leadership collettiva. Nessun leader da solo fa molta strada. Sono felicissima della squadra che ho accanto a me: i vicepresidenti e la direttrice di Quale Impresa sono persone con grandi competenze. Abbiamo creato un team giovane e rappresentativo di tutta Italia, con ben dieci regioni coinvolte. Questo ci permette di ricevere spunti diversi e ascoltare le istanze di tutti i territori. Inoltre, abbiamo il supporto degli Expert Panel. Per me, il valore della squadra è fondamentale. Ovviamente, ci sono momenti in cui il Presidente deve prendere decisioni ma il confronto e la fiducia reciproca sono alla base del processo decisionale.

 

D: Qual è una passione o un interesse che non ha nulla a che fare con il tuo lavoro, ma che influenza positivamente la tua visione come leader?

R: Ho una grande passione per la lettura, soprattutto per le biografie, che trovo una fonte inesauribile di ispirazione e di stimoli. Ogni storia mi offre spunti di riflessione preziosi e nuove prospettive. Tra le ultime letture, l’autobiografia di Leonardo Del Vecchio mi ha colpita particolarmente: il suo percorso, dalle umili origini fino alla guida di un colosso come EssilorLuxottica, è un esempio straordinario di umiltà, ingegno e determinazione. Leggere storie di vita così intense mi aiuta a rinnovare continuamente la mia visione e a crescere come leader.

 

D: Se dovessi immaginare il Movimento dei Giovani Imprenditori tra dieci anni, quale sarebbe il risultato più significativo al quale vorresti aver contribuito come Presidente?

R: Mi piacerebbe essere ricordata come una presidente che ha contribuito a mantenere vivo l’entusiasmo e l’impegno dei giovani imprenditori verso il nostro Movimento. Vorrei che, anche tra dieci anni, ci fossero tanti giovani pronti a dedicare parte tempo ed energie a questa realtà, riconoscendone il valore.

Il nostro lavoro principale è, naturalmente, nelle nostre aziende, ma donare tempo al Movimento significa contribuire alla crescita della società civile, portando idee, innovazione e solidarietà. Se riusciremo a ispirare le nuove generazioni di imprenditori a continuare questo percorso, sarà il risultato più significativo a cui vorrei aver contribuito durante la mia presidenza.

 

D: Se dovessi scegliere una figura storica o contemporanea come “membro onorario” dei Giovani Imprenditori, chi sceglieresti e perché?

R: Credo Steve Jobs. Il suo celebre motto, stay hungry, stay foolish,  incarna alla perfezione la sua costante sete di innovazione e il desiderio di creare valore per la comunità. La sua capacità di reinventarsi, di affrontare il rischio e di mantenere uno sguardo visionario lo rendono un modello di ispirazione straordinario per chiunque, soprattutto per chi, come noi giovani imprenditori, è chiamato a innovare e a guidare il cambiamento.

 

D: Qual è il consiglio che daresti ai giovani imprenditori che oggi si trovano a navigare in un mercato sempre più competitivo e in costante trasformazione?

R: Il consiglio che darei è di mantenere un confronto continuo e di guardare oltre i propri confini. Ci sono tantissime opportunità, sia in Italia che all’estero. Ne abbiamo avuto una chiara dimostrazione durante l’ultimo Centrale, grazie anche all’intervento della vicepresidente Barbara Cimmino, che ci ha mostrato le enormi possibilità offerte dal mercato italiano ed europeo, in particolare nell’ambito dell’export.

Non possiamo più permetterci di rimanere chiusi nel nostro orticello: il mondo è sempre più globalizzato e competitivo. È fondamentale essere informati, aggiornati e pronti a cogliere nuove occasioni, uscendo dalla propria zona di comfort.