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BENESSERE E PRODUTTIVITÀ, UN NUOVO PARADIGMA PER LE AZIENDE

In un mondo imprenditoriale sempre più frenetico e competitivo, il benessere personale è spesso sacrificato in nome della produttività. Ma è davvero così? Daniel Lumera, esperto internazionale nell’area del benessere e della qualità della vita, e autore del bestseller Biologia della gentilezza, ribalta questa prospettiva: investire nel benessere e nei valori umani non solo riduce lo stress, ma può addirittura aumentare la produttività. In questa intervista Lumera ci guida attraverso pratiche concrete per creare aziende più sane, innovative e performanti, a partire dalla meditazione, dalla gentilezza e da una leadership consapevole.

D: Nel tuo lavoro hai esplorato a fondo il legame tra benessere e produttività, anche attraverso la gentilezza. Quali pratiche consigli agli imprenditori per ridurre lo stress senza sacrificare le performance lavorative?

R: Iniziamo sfatando un mito che, purtroppo, è ancora molto diffuso: la convinzione che dedicare tempo al benessere, alla motivazione e ai valori sottragga tempo alla produttività. In realtà, è esattamente il contrario. I modelli pratici e gli studi dimostrano che investire nel benessere delle persone all’interno di un’azienda porta a un incremento della produttività. Una ricerca condotta da Gallup ha rivelato che, solo negli Stati Uniti, negli ambienti di lavoro dove mancano fiducia ed empatia, si perdono ogni anno tra i 450 e i 550 miliardi di dollari a causa di assenteismo, burnout e malattia. Questi sono costi diretti che derivano dalla mancanza di valori positivi. Al contrario, quando un ambiente lavorativo è fondato sulla fiducia, sulla motivazione e sul benessere, la produttività può crescere fino al 200%.

Nel mio lavoro, utilizziamo un modello che integra proprio questi concetti: più un’impresa investe sul benessere, sui valori e sulla motivazione delle persone, maggiore sarà l’aumento della produttività. Tecniche come la meditazione, la respirazione consapevole e la visualizzazione creativa sono pratiche che riducono lo stress e migliorano le abilità cognitive, come lucidità, creatività e capacità di gestione delle relazioni. Un altro aspetto fondamentale che contribuisce al benessere in azienda è la gentilezza. Essere gentili non solo aiuta a ridurre lo stress, ma crea anche un ambiente lavorativo più collaborativo e meno conflittuale, migliorando così l’intero clima aziendale.

Numerose aziende, tra cui Baker Hughes, Banca d’Italia, Deutsche Bank, e McKinsey, hanno adottato pratiche come meditazione e rilassamento, con risultati sorprendenti. Ad esempio, in Baker Hughes, una multinazionale presente anche in Italia, abbiamo creato una “quiet room” permanente dove i dipendenti possono praticare meditazione, tecniche di rilassamento e focus. Questo tipo di pratiche ha un impatto positivo sulle abilità cognitive, contribuendo a migliorare la lucidità, la creatività e la capacità di risolvere i conflitti. In realtà, la maggior parte dei rallentamenti o problemi all’interno delle aziende non dipende dalle competenze individuali, ma dalla difficoltà di creare un ambiente cooperativo. Un altro esempio interessante arriva da Steve Jobs, che fu uno dei primi a introdurre la meditazione nelle aziende, creando una “meditation room” per il suo team alla Apple. Questo tipo di approccio non solo crea un clima di lavoro più positivo, ma aiuta anche le persone a sentirsi rigenerate, portando a una performance migliore senza compromettere il benessere individuale. Aziende come Virgin, Meta, e Uber hanno seguito questa strada, vedendo risultati notevoli nel miglioramento dell’engagement dei dipendenti e nell’innovazione. In sostanza, lavorare sullo stress e sul benessere attraverso pratiche come la meditazione, la respirazione consapevole e la gentilezza non solo abbassa i livelli di stress, ma aumenta anche la produttività, creando un clima aziendale più sano e positivo.

 

D: Nel tuo libro “Biologia della gentilezza” approfondisci il tema della gentilezza e del suo impatto positivo sul benessere. Come può un imprenditore applicare questi concetti nella vita quotidiana?

R: La gentilezza ha tre dimensioni fondamentali: quella intrapersonale, quella interpersonale e quella collettiva. La prima riguarda l’importanza di essere gentili con se stessi. Spesso, gli imprenditori trascurano le proprie esigenze, eppure è cruciale ascoltare il proprio corpo e rispettare i propri ritmi. La seconda dimensione è la comunicazione gentile, che non punisce, ma cerca di trasformare gli errori in opportunità di crescita. Infine, la dimensione collettiva riguarda la creazione di progetti che siano condivisi e basati su valori profondi.
Nel mio libro, sottolineo che l’adozione della gentilezza in tutte queste dimensioni non solo promuove il benessere, ma anche la produttività e la coesione in azienda. Un esempio pratico applicato in alcune realtà aziendali è una regola semplice, ma potente: “Dì degli altri solo ciò che diresti in loro presenza e nella stessa forma.” Questo insegnamento, che ha radici nel pensiero francescano, aiuta a creare fiducia e a ridurre conflitti. La gentilezza è anche contagiosa: fare o ricevere un atto gentile aumenta i livelli di serotonina, l’ormone della felicità, creando così un clima positivo a beneficio dell’intera azienda.

In aggiunta, c’è un aspetto molto interessante della gentilezza che riguarda il ripple effect, ovvero l’effetto onda. Non solo fare o ricevere un atto gentile provoca un immediato aumento dei livelli di serotonina, ma anche semplicemente vedere un atto gentile compiuto da qualcun altro ha lo stesso impatto positivo sul nostro stato emotivo. Questo fenomeno fa sì che il comportamento gentile si diffonda in modo esponenziale, coinvolgendo sempre più persone e creando un ambiente di lavoro positivo e produttivo.

In contesti come quello delle piccole e medie imprese, adottare un approccio più gentile, soprattutto in un periodo di cambiamento generazionale, è fondamentale per aumentare l’engagement e la motivazione dei collaboratori. Creare una cultura basata su questi valori aiuta a migliorare la qualità della vita lavorativa e favorisce l’innovazione e la crescita.

 

D: Nel contesto del cambiamento generazionale, come possono i giovani imprenditori introdurre questi concetti nelle aziende, dove vigono modelli di leadership più tradizionali?

R: Il cambiamento generazionale è cruciale e oggi vediamo un forte impulso verso una leadership inclusiva, attenta al benessere delle persone. Il consiglio che mi sento di dare ai Giovani Imprenditori è di partire dalle evidenze scientifiche e di misurare concretamente l’impatto delle nuove pratiche aziendali. È fondamentale raccogliere dati, utilizzando misurazioni psicometriche per valutare come certe azioni influenzino la produttività, la gestione dello stress, e la qualità delle relazioni all’interno dell’azienda. Guardando ad aziende come Airbnb, Uber e Meta, vediamo che l’elemento comune è l’inclusività e l’interconnessione tra le persone. Non serve possedere beni materiali, ma creare una rete di connessioni significative. Questo è ciò che i giovani imprenditori devono abbracciare: una leadership che va oltre la gerarchia, che crea un clima di cooperazione e che dia un senso di appartenenza e di missione. Le nuove generazioni non cercano solo un salario, ma un lavoro che abbia un valore profondo.

Credo che le imprese del futuro saranno simili a università, luoghi dove si formeranno le persone non solo professionalmente, ma anche umanamente. Ecco perché creare un ambiente che favorisca la crescita, la fiducia e la gentilezza è la chiave per avere una forza lavoro motivata e fedele.

 

D: Parliamo di sport e attività fisica. Cosa consigli per chi ha una vita frenetica e particolarmente impegnata? Come si può ritagliare del tempo per restare attivi mentalmente e fisicamente?

R: Il primo consiglio che mi sento di dare è creare una ritualità. La ritualità è la chiave per ottenere risultati, in qualsiasi ambito. Una volta stabilito un rito quotidiano, che sia dedicato all’attività fisica o al benessere mentale, sarà molto più facile mantenere una costanza. Per esempio, praticare la respirazione consapevole è estremamente utile. Esistono oltre 30.000 articoli scientifici che dimostrano i benefici della respirazione consapevole, che è l’unica funzione del corpo che può essere regolata in maniera volontaria.
Inoltre, condivido una tecnica che considero davvero potente: i 28 respiri. Si tratta di una pratica che spiego dettagliatamente nel mio libro 28 respiri per cambiare vita. E’ una tecnica che prevede un ciclo di 28 respiri alternati tra il naso e la bocca, con pause tra l’inspirazione e l’espirazione. Al termine del ciclo, si fa una breve apnea di circa 15 secondi. Questa pratica stimola la lucidità mentale, favorisce la motivazione e regola la produzione di epinefrina, che è un neurotrasmettitore legato alla concentrazione e all’energia. E, seppur richieda solo pochi minuti, può avere un impatto straordinario sul corpo e sulla mente, migliorando la circolazione, ossigenando il cervello e stimolando il sistema immunitario.

In aggiunta, condivido un’altra tecnica interessante che può essere utile soprattutto a chi vive periodi di stress intenso: il sospiro ciclico. Si tratta di un esercizio molto semplice, che consiste nel fare due respiri profondi con il naso, per poi rilasciare l’aria dalla bocca con un lungo sospiro. Se la si pratica ciclicamente per 5 minuti, questa tecnica ha un impatto straordinario sulla regolazione dello stress. In vari test salivari, è stato dimostrato che il sospiro ciclico abbassa significativamente gli ormoni dello stress, più di altre tecniche.
In pratica, se si mettono in atto queste tecniche come parte di una routine quotidiana, si otterranno grandi benefici non solo nel lavoro, ma anche nella vita personale. Ma attenzione, come tutte le cose, serve costanza, perseveranza e una buona dose di passione. Per questo, creare una ritualità quotidiana non è solo un rimedio temporaneo, ma un modo per trasformare completamente l’approccio al lavoro e alla vita.

 

D: Infine, che consigli puoi darci in tema di nutrizione?

R: La nutrizione è fondamentale, soprattutto per chi ha uno stile di vita frenetico. Primo consiglio: eliminare lo zucchero raffinato. È uno degli ostacoli più grandi per la lucidità mentale. La frutta e il miele sono ottimi sostituti. Evitare lo zucchero porta enormi benefici in termini di vitalità e concentrazione.

Secondo consiglio: sostituire i farinacei raffinati con quelli integrali, che riducono l’infiammazione nel corpo e migliorano l’energia. Bilanciare anche il consumo di proteine con cibi alcalinizzanti, come verdure fresche, che riducono l’acidità corporea.

Un altro consiglio che funziona per chi ha una vita stressante è il digiuno intermittente. Saltare un pasto, come la cena, un paio di volte a settimana può migliorare la digestione e la concentrazione. Non serve fare un digiuno completo, ma semplicemente ridurre l’assunzione di cibo per un periodo. Studi scientifici supportano questa pratica, confermando il suo impatto positivo sulla gestione dello stress e sulla lucidità mentale.

Combinando queste abitudini alimentari con la respirazione consapevole, si vedrà come l’energia, concentrazione e gestione dello stress miglioreranno notevolmente.

Le parole di Daniel Lumera lo confermano: investire in gentilezza, consapevolezza e benessere non è solo etico, ma strategico. Le aziende che lo fanno ottengono migliori risultati e creano un ambiente di crescita e innovazione.