Nel cuore della Basilicata, a circa 1.100 metri di quota, il Centro Olio “Tempa Rossa” domina la Valle del Sauro e si distingue per essere un impianto tra i più evoluti del settore petrolifero, strategico per l’approvvigionamento energetico della Basilicata e di tutto il Paese. Gestito da TotalEnergies in joint venture con Shell e Mitsui, spicca per le sue tecnologie avanzate e per il ruolo cruciale che ricopre nell’attività estrattiva. E’ qui che ci ha condotto la recente tappa del roadshow di visite aziendali dei Giovani Imprenditori di Basilicata nelle realtà industriali più significative del territorio lucano. Ed è stata una straordinaria occasione per approfondire aspetti tecnici, ambientali e industriali legati all’estrazione e alla lavorazione del petrolio e del gas, con un’attenzione particolare alla sostenibilità, alla sicurezza e alle ricadute economiche sul territorio. Ma soprattutto, la visita ci ha dato la possibilità di riflettere sulle sfide legate alla sostenibilità e alla transizione energetica: la presenza di tecnologie all’avanguardia e di pratiche di gestione sostenibile dimostra come l’industria petrolifera possa evolversi in un contesto sempre più attento alle esigenze di tutela ambientale e sicurezza dei lavoratori, confermando la sua centralità nel modello di mix energetico necessario al Paese. La Basilicata, per sua spontanea vocazione e generosità di risorse naturali disponibili, si offre come laboratorio ideale. Con il suo giacimento onshore più grande d’Europa, è leader nella produzione nazionale di greggio. Qui si estrae oltre l’80 per cento del petrolio italiano, e più del 20 per cento di gas naturale, con una lunga tradizione nell’estrazione di idrocarburi – avviata da Eni con l’altro Centro Olio che ha sede in Val d’Agri – per una produzione potenziale complessiva di 150.00 barili al giorno. E le prospettive sono ancora notevoli. L’industria dell’Oil&Gas ha portato alla nascita sul territorio di un centinaio di aziende che oggi si caratterizzano per significativa capacità di innovare e competere, elevati standard di sicurezza e responsabilità sociale d’impresa. Le compagnie petrolifere presenti in regione sono inoltre impegnate in progettualità “non-oil” che vedrà presto concretizzarsi iniziative già delineate in ambito di mobilità sostenibile, fotovoltaico, agroenergie e agricoltura sostenibile, un Centro di eccellenza droni, rigenerazione/promozione territoriale, sviluppo e sostegno alla piccola imprenditoria locale. Al contempo, vantiamo importanti performance nella produzione dell’energia da fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico, biomasse): siamo la prima regione in Italia per numero di impianti eolici, con il 90 per cento di elettricità prodotto da FER. Inoltre, siamo tra le Regioni designate come “Hydrogen Valley” in Italia, con l’obiettivo di promuovere la produzione e l’utilizzo di idrogeno. Il modello lucano si basa, dunque, su un equilibrio articolato: coesistenza tra grandi impianti fossili e piccole/medie imprese delle rinnovabili; produzione energetica centralizzata (petrolio) e decentrata (rinnovabili). La nostra visita si è chiusa con una consapevolezza: la Basilicata ha tutte le carte in regola per diventare un modello di transizione energetica equilibrata con un approccio olistico, per consolidare ulteriormente la specializzazione nel settore energetico e contribuire, anche all’interno del Piano Mattei, al raggiungimento dell’obiettivo, necessario al Paese, di diversificazione delle fonti di approvvigionamento.